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Come fare la saldatura

Aggiornato il 04 luglio 20144 capitoli4 domande frequenti
saldatura

Tipi di saldatura

Il materiale con cui si può fare la saldatura può essere lo stesso delle parti che vengono riunite, oppure può essere un materiale diverso, chiamato appunto "materiale di apporto". Nella prima situazione la saldatura è detta autogena, nella seconda si parla di una saldatura eterogenea oppure brasatura. La saldatura in effetti crea un collegamento che diventa permanente e che è diverso dagli altri collegamenti anch’essi permanenti come la chiodatura oppure incollatura i quali non generano una continuità di materiale. Con la saldatura autogena, se viene eseguita correttamente seguendo alcuni principi, si garantisce una continuità completa nelle caratteristiche del materiale di cui sono costituite le parti unite. Anche il vetro si può "saldare", ma quella per antonomasia si fa solo tra metalli: è questa che vi spiegherò in questa guida.

Strumenti per la saldatura

Se si vuole imparare come fare una saldatura da soli innanzitutto si deve sapere che l’operazione non è istintiva ma bisogna acquisire una certa tecnica: infatti ci vorrà un po’ di pratica prima di fare ottime saldature! Come prima cosa devi procurarti un buon saldatore, evitando quelli a pistola perché non si riscaldano subito. È consigliabile usare un saldatore comune a punta, con i quali, premendo il pulsante, puoi portare la potenza a 50 Watt per fare delle saldature più grandi. Se invece vuoi investire più soldi in un’operazione che può anche diventare un hobby, puoi comprare una stazione saldante che ha la regolazione termica e con la punta puoi fare delle saldature impeccabili!Per fare una saldatura corretta devi imparare a usare un po’ tutti i tuoi sensi: devi utilizzare bene la vista per sapere dove stai saldando; devi usare il tatto per riuscire a guidare sia la mano che il braccio per avere un buon avanzamento del saldatore. Devi infine saper usare l’udito per riuscire a sentire se la fusione avviene in modo costante e corretto. Devi quindi fare prima di tutto un buon allenamento con materiali di scarto.

Come riconoscere una buona saldatura

Per sapere se la saldatura è ottima basta guardare bene alcune cose, in particolare: la saldatura si deve presentare lucida e con forma regolare. Se la saldatura è opaca oppure porosa o ha forma irregolare, potrà darà dei problemi al passaggio di corrente. Un’altra cosa che devi sapere prima di imparare come fare una saldatura è che nello stagno c’è una quantità piccola di disossidante il quale fa aderire lo stagno meglio al circuito stampato. Se il disossidante non si fa evaporare completamente le saldature non riescono bene e si ottiene una cattiva conduttività nella zona saldata. Il disossidante è una cera che vedi saltare a piccolissime gocce quando si saldi le quali, se arrivano sulla tua mano ti possono scottare un po’, ma niente di più.

Come fare una saldatura

Innanzitutto devi inserire i componenti da saldare nel circuito. Poi devi poggiare la punta del tuo saldatore in maniera da riscaldare nello stesso tempo sia il componente che la piazzola del tuo circuito. Quindi, lasciando un po’ la punta devi avvicinare lo stagno poggiandolo proprio sulla piazzola e anche sul componente, non sopra la punta. Non appena lo stagno comincia a sciogliersi devi farne depositare una quantità che è necessaria per la saldatura. Non è assolutamente necessario abbondare nella quantità per riuscire a realizzare un’ottima saldatura corretta. A questo punto devi allontanare lo stagno lasciando però la punta ferma sulla saldatura. Puoi osservare che sembra che lo stagno bolla. Lasciando sempre la punta ferma per ancora due secondi vedrai che lo stagno non bolle più: significa che è evaporato il disossidante. Ora puoi allontanare la punta lentamente senza muovere in nessun modo il circuito con cui stai lavorando. Lascia trascorrere alcuni secondi e vedrai che lo stagno si sarà solidificato. Ora, se vedi che la saldatura ha un’ottima fattura puoi proseguire. Se invece la saldatura è venuta fredda devi togliere lo stagno mediante una apposita pompetta chiamata "tirastagno" e riprovare a fare una saldatura daccapo, questa volta corretta.

Domande frequenti

  • Quali strumenti sono essenziali per iniziare a saldare elettronica?
    Per le prime saldature elettroniche, evita i saldatore a pistola poiché impiegano troppo tempo a raggiungere la temperatura ideale. Ti consiglio un saldatore tradizionale a punta con potenza intorno ai 50 Watt, sufficiente per la maggior parte dei lavori domestici. Se intendi dedicarti seriamente alla materia come hobby, valuta l'acquisto di una stazione saldante: questa offre una regolazione termica precisa, garantendo risultati impeccabili e proteggendo i componenti sensibili dal surriscaldamento. Indipendentemente dallo strumento, ricorda che la pratica con materiali di scarto è fondamentale per affinare la manualità.
  • Come si effettua correttamente la saldatura di un componente?
    Posiziona il componente nel circuito e appoggia la punta del saldatore in modo da riscaldare simultaneamente sia il pin del componente che la piazzola del circuito stampato. Una volta raggiunta la temperatura, avvicina lo stagno alla giunzione (mai direttamente sulla punta calda). Appena lo stagno inizia a fondersi, depositala quantità necessaria. Togli prima lo stagno, mantenendo la punta ferma per circa due secondi: questo permette al disossidante di evaporare, segno visibile quando smette di bollire. Infine, rimuovi lentamente la punta senza spostare il componente finché non si solidifica.
  • Come capire se una saldatura è stata fatta male?
    Una saldatura difettosa si riconosce visivamente: se appare opaca, porosa o dalla forma irregolare, indica un problema di adesione o di raffreddamento. Inoltre, una saldatura 'fredda', ottenuta muovendo il componente durante il raffreddamento, comprometterà la continuità elettrica e causerà malfunzionamenti. Se noti questi difetti, non procedere: devi rimuovere lo stagno utilizzando una pompetta aspirante (tirastagno) e ripetere l'operazione dall'inizio, assicurandoti di non disturbare il pezzo fino alla completa solidificazione dello stagno.
  • Cosa sono quelle goccioline che saltano via durante la saldatura?
    Quelle piccole gocce sono residui di disossidante contenuto nell'anima dello stagno. Questa sostanza ceramica serve a pulire le superfici metalliche per permettere allo stagno di aderire perfettamente al circuito. Durante il processo di fusione, il disossidante evapora rapidamente, talvolta schizzando fuori sotto forma di minuscole gocce calde. Se ti capita di toccarle, potresti avvertire una lieve sensazione di bruciore, ma generalmente non rappresentano un pericolo grave. Il loro scopo principale è garantire una buona conduttività elettrica eliminando gli ossidi dalle superfici da unire.

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