Un vaso di crisantemi gialli

Fiori in giardino

Come coltivare il grisantemo

Come coltivare il crisantemo? Non bisogna avere conoscenze particolari, basta imparare a preparare il terreno e a curare la pianta per fare in modo che fiorisca sempre. Ecco una guida utile ed esaustiva sulla coltivazione dei crisantemi, dei fiori molto belli e particolari.

di Redazione

14 novembre 2014

Come coltivare il crisantemo

Per imparare come coltivare un crisantemo bisogna tenere a mente alcune semplici cose: innanzitutto, i crisantemi devono essere piantati in luoghi soleggiati; di solito non temono il freddo, ma durante inverni molto rigidi e con gelate le foglie potrebbero danneggiarsi. Tuttavia non c’è da preoccuparsi troppo, perché dal ceppo di radici poi si formeranno nuove foglie col sopraggiungere della primavera. Molte varietà di crisantemo hanno fusti molto lunghi, dunque è preferibile mettere a dimora queste piante in zone riparate dal vento. Normalmente il crisantemo predilige climi miti, con temperature sui 16-18°. Se di notte la temperatura scende fino a 7° è possibile che le foglie si ingialliscano. Se il crisantemo viene tenuto al chiuso, deve stare comunque in una zona luminosa e arieggiata, ma riparata dalle correnti fredde. L’esposizione alla luce solare è importante perché senza luce i boccioli dei fiori non si aprono ma si seccano e poi cadono. In primavera è consigliabile comunque spostare i vasi all’esterno fino alla fine di settembre per ottenere una fioritura più bella e duratura.

Crisantemi irrigazione e terreno

Per coltivare i crisantemi bisogna scegliere terreni sciolti, soffici, areati e soprattutto ben drenati. Al terriccio è sempre meglio aggiungere del letame e poi anche della sabbia, proprio per favorire il drenaggio. In primavera e in estate queste piante vanno annaffiate saltuariamente, solo quando il terreno è ben asciutto perché è bene che non rimanga mai umido. Anche in inverno vanno annaffiate sporadicamente, solo in mancanza di piogge. Gli esemplari in vaso, specie se tenuti all’interno, vanno irrigati con maggiore regolarità, evitando sempre i ristagni d’acqua. Da marzo a ottobre bisogna concimare i crisantemi con del concime per piante da fiore ogni due settimane. Per ottenere un’altra pianta si può operare una talea, in autunno o a inizio primavera: di solito i rami radicano facilmente, anche se posti direttamente nel terreno senza passare per il vaso. Il crisantemo può essere spesso colpito da malattie e parassiti, quali la cocciniglia, i tripidi e gli acari, problemi per le foglie che vengono danneggiate. Per combatterli basta usare degli insetticidi specifici.

Crisantemo origini

I crisantemi che conosciamo noi oggi nascono dall’incrocio di due specie diverse, originarie dell’Asia: il crisantemo moriifolium e il crisantemo indicum. Negli anni, attraverso gli incroci tra queste due specie selvatiche, sono nate e prosperate tante specie diverse, alcune molto particolari, come i crisantemi cosiddetti pompon, che hanno i fiori di forma sferica, oppure i crisantemi spider, che hanno petali laterali molto allungati e irregolari. In totale, esistono circa 37 specie diverse di crisantemo, tutte originarie dell’Asia e dell’Europa: appartengono alla famiglia delle Asteraceae e la loro coltivazione è iniziata in Cina oltre 2000 anni fa. La pianta è approdata in Europa nel 1600 e venne chiamata crisantemo, che in greco significa fiore d’oro, perché la prima specie importata nel vecchio continente aveva i fiori gialli. Nel 1800 la coltivazione si è diffusa ovunque, sia nelle serre come fiore da taglio, che nei giardini come pianta ornamentale.

Crisantemo usi

I crisantemi vengono coltivati come piante ornamentali oppure come fiori da taglio. In Italia sono usati soprattutto nei cimiteri e la loro coltivazione in casa non è molto diffusa. Tuttavia, per i loro colori variegati e per le loro specie dalle forme diverse, averli in giardino significa vivacizzare l’ambiente. Il crisantemo ha poi un uso medicinale: dalle foglie e dai fiori seccati all’ombra si ricava infatti la tanacetina, una sostanza amara e tossica che veniva usata contro ascaridi e ossiuridi. Il crisantemo balsamita, invece, viene chiamato erba di San Pietro ed è molto usato in cucina per preparare frittate e paste ripiene: contiene un olio essenziale che favorisce le secrezioni biliari, oltre a combattere il catarro nei bronchi. Il crisantemo cinerariaefolium, detto Piretro, è il più importante: cresce spontaneamente in molte zone del mondo e con alcune parti dei fiori si preparano degli insetticidi. Contiene, infatti, la piretrina, una sostanza che uccide i ditteri e gli imenotteri. Sull’uomo e sugli animali domestici invece non ha effetto; i preparati con il crisantemo sono tra i pochi pesticidi usati anche nelle agricolture biologiche.

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Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare e moltiplicare il crisantemo?
    Il momento ideale per effettuare talee e moltiplicare il crisantemo è l'autunno o l'inizio della primavera. Questa tecnica è piuttosto semplice poiché i rami tagliati radicano facilmente, potendo essere inseriti direttamente nel terreno senza bisogno di passare preliminarmente per un vaso. Se invece si acquistano piante già formate, il trapianto va effettuato in primavera, assicurandosi che il terreno sia stato preparato con letame e sabbia per garantire un ottimo drenaggio. Evitare di disturbare le radici in periodi freddi o piovosi per prevenire marciumi.
  • Come devo annaffiare il crisantemo per evitare che marcisca?
    La regola fondamentale è mantenere il terreno mai costantemente umido. Durante primavera ed estate, annaffia saltuariamente solo quando il substrato risulta ben asciutto al tatto. In inverno, riduci drasticamente le irrigazioni, intervenendo solo in assenza di precipitazioni naturali. Attenzione particolare alle piante in vaso, specialmente se tenute indoors: qui l'irrigazione deve essere più regolare ma mai eccessiva, per evitare pericolosi ristagni idrici che portano rapidamente al deperimento radicale. Un buon drenaggio è essenziale per la salute della pianta.
  • Quale esposizione e temperatura sono ideali per il crisantemo?
    Il crisantemo predilige posizioni soleggiate ma riparate dai venti forti, specialmente se le varietà hanno fusti lunghi. La temperatura ottimale si aggira intorno ai 16-18°C. Sopporta bene il freddo invernale, ma gelate intense possono danneggiare le foglie, anche se la pianta sopravvive grazie al ceppo radicale che rifiorirà in primavera. Se tenuto in casa, posizionarlo in una zona luminosa e arieggiata, lontano da correnti fredde dirette. Ricorda che l'esposizione alla luce è cruciale: senza di essa, i boccioli si seccheranno e cadranno senza aprirsi.
  • Quando e come concimare il crisantemo per una fioritura abbondante?
    Per stimolare una fioritura ricca e duratura, è necessario concimare regolarmente dalla primavera all'autunno, specificamente da marzo a ottobre. Utilizza un concime specifico per piante da fiore somministrandolo ogni quindici giorni. Questo apporto nutritivo supporta la crescita vegetativa e lo sviluppo dei boccioli. In autunno, oltre alla concimazione, puoi procedere con la moltiplicazione tramite talea. Assicurati che il terreno di partenza sia ricco di materia organica, come letame maturo, mescolato a sabbia per migliorare la struttura e il drenaggio.
  • Quali parassiti attaccano comunemente il crisantemo e come si curano?
    Il crisantemo è spesso bersaglio di attacchi da parte di cocciniglie, tripidi e acari, che compromettono la salute delle foglie causando danni visibili e indebolendo la pianta. Per contrastare efficacemente questi infestanti, è sufficiente intervenire con insetticidi specifici disponibili in commercio. È importante agire tempestivamente non appena si notano i primi segni di infestazione. Inoltre, poiché il crisantemo è imparentato con altre Asteracee, la sua sensibilità a certi fitofagi è simile ad altre piante della stessa famiglia, rendendo la prevenzione e il monitoraggio periodico fondamentali.