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Differenziare il rifiuto è più che altro una questione mentale e di abitudine. Le difficoltà insite al come fare la differenziata sono legate soprattutto alla separazione a monte di quanto prodotto. Il più delle volte quando si attua la differenziata all’interno dei nuclei familiari sono presenti più contenitori, divisi per tipologie di rifiuto. Tali tipologie sono contraddistinte da una colorazione univoca. Un piccolo esempio sarà sufficiente per capire la modalità di separazione: alla fine del pranzo verrà separato quanto rimasto sul tavolo, cosi facendo la bottiglia del vino finirà (dopo il suo lavaggio) nel contenitore verde, i tovaglioli di carta nel contenitore blu, gli avanzi di cibo nel contenitore nero. I sacchetti cosi formatesi saranno trattati separatamente e ogni tipologia di rifiuto verrà lavorato con modalità diverse.
Il problema per come fare la differenziata è quello di conoscere la tipologia del rifiuto, perché è da questa conoscenza che dipende in quale sacchetto lo scarto sarà depositato. Il consiglio è quello di informarsi leggendo sia i vari vademecum, che le etichette dell’imballaggio (in molti è presente la categoria del rifiuto). Concettualmente si dovrebbero pulire i contenitori, onde separare i vari materiali (per esempio i tappi di metallo dalle bottiglie) ed eliminare le etichette (con un po di acqua calda). Per i contenitori in plastica e in alluminio (bottiglie e lattine) vale sempre la regola dello "schiacciamento", cosi facendo l’ingombro sarà ridotto. Scegliete i bidoni di grandezze diverse (l’umido sarà sempre meno voluminoso dell’indifferenziato). Potrebbe essere un idea coinvolgere tutta la famiglia, i bambini potranno prendere il tutto come un gioco e alla fine si potrà differenziare... divertendosi.
L’organizzazione della raccolta differenziata all’interno di un abitazione, dipende soprattutto dalla gestione complessiva della raccolta. In molti comuni la raccolta è porta a porta, in altri si deve conferire il rifiuto materialmente presso un isola di stoccaggio, va da se che nel primo caso si ha la possibilità di avere un volume piccolo di materiale e la conservazione sarà più agevole, mentre nel caso di conferimento i volumi e la fatica per "differenziare" sarà maggiore. I costi da sopportare nel praticare questa tipologia di raccolta sono solamente quelli dell’acquisto dei contenitori (in alcuni casi forniti dai comuni). L’organizzazione dentro l'abitazione, si limita a prevedere all’interno dell’appartamento uno spazio congruo per i contenitori, in commercio ne esistono di molto pratici da posizionare sotto il lavello.
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