Il bonsai stili e tecniche

Bonsai stili e tecniche

Un errore comune è definire i bonsai delle piante geneticamente nane. Gli alberi di Bonsai sono delle normalissime piante, ma curate con tecniche sofisticate che le permettono di rimanere in miniatura. Curare un bonsai include metodi di base come la potatura regolare e la fioritura, ma anche tecniche più avanzate, come la creazione di rami secchi. Molte tecniche sono state sviluppate per contribuire a creare e mantenere le dimensioni e la forma del bonsai. I più importanti sono la potatura e la fioritura. La regolare potatura rappresenta la manutenzione ordinaria essenziale per creare e mantenere un albero in miniatura. Dare una forma ad un albero o decidere quando alcuni ramoscelli devono essere rimossi è molto difficile. Innanzitutto è necessario non fare cambiamenti eccessivi. Il pensiero iniziale è scegliere quali rami devono essere potati per migliorare l’aspetto complessivo dell'albero. Dopo che gli avete dato una forma, la potatura regolare è fondamentale per permettere che cresca un certo quantitativo di fogliame.

Eretto formale ed informale

Come la potatura, la fioritura è una tecnica fondamentale per il bonsaista. Utilizzando materiali come allumino o rame è possibile impostare la forma e l’angolo dei rami. Innanzitutto bisogna iniziare con i rami principali e i rami spessi hanno bisogno di più spazi tra uno e l’altro. Provate a legare con un filo due rami di uguale spessore, bisogna, però, fare attenzione a lasciare un margine di spazio tra di essi. L’accorgimento è necessario per la crescita futura. Ci sono altre tecniche particolari per modificare la forma del tronco e dei rami, quali pesi e tiranti. Poi lavorando su radici, tronchi o rami morti è possibile creare effetti di antichità o di albero fulminato. Normalmente, coltivare una propria pianta da soli è il metodo migliore e anche il più economico, tuttavia sono richiesti dai 3 ai 5 anni di tempo prima di educare una pianta a diventare un bonsai. Di conseguenza il metodo più veloce ma anche il più costoso sarebbe comprare un prebonsai per iniziare subito ad utilizzare le tecniche base.

Inclinato, semi cascata e cascata

A seconda delle proprie esigenze è importante scegliere una specie che si adatti alle proprie condizioni ambientali. In questo caso è preferibile scegliere piante non tropicali che riescono a resistere maggiormente ai climi freddi. La frequenza dell’innaffiatura dipende da vari fattori, il clima, la specie e la dimensione. I bonsai hanno la tendenza nel seccare abbastanza facilmente, quindi scegliere il quantitativo d’acqua è necessario. Dato che gli alberi si trovano in vasi molto piccoli, anche la concimazione è molto importante. Si può usare sia concime liquido o solido, purché le dosi siano inferiori a quelle richieste dalle piante normali. Infine, l’albero si adatta molto all’ambiente in cui viene allevato, quindi spostarlo dall’interno o all’esterno o viceversa equivale ad ucciderlo. Allevare il bonsai nell’ambiente eterno è la scelta più difficile, in quel caso sono necessarie anche protezioni contro il gelo.

Stili più complessi

Se questi sono gli stili classici, ne esistono degli altri molto più complessi, provenienti proprio dall'antica arte giapponese. E' molto difficile che una persona poco esperta riesca nella loro realizzazione, che è quasi esclusivamente praticata dai professionisti di questa arte. Tra di essi troviamo, ad esempio, lo stile Ishitsuki. E' uno stile davvero molto particolare, legato anche alla filosofia. Le radici dell'albero, in questo stile, infatti, crescono nella roccia, tra buche e crepe e non hanno molto spazio per assorbire il nutrimento per la loro crescita. Queste piante, quindi, non appaiono mai in piena salute, ma questo risultato è voluto perché esse devono rappresentare la lotta per la sopravvivenza. Un altro stile poco conosciuto è lo Sharimiki. In questo stile viene riprodotto manualmente un processo naturale molto comune nelle piante: il distacco della corteccia da alcune parti dell'albero. Per creare questi bonsai, la corteccia viene rimossa con un taglio preciso praticato con un coltello molto affilato. La zona viene poi trattate con solfato di calcio per renderla più bianca (processo che in natura avviene con l'azione dei raggi solari). Ma sono ancora tanti gli stili che potrebbero essere citati: l'Ikadabuki, o stile a zattera, il Seki-joju, ovvero il bonsai su roccia, lo Yose-ue, meglio noto come lo stile a bosco.

Domande frequenti

  • I bonsai sono piante geneticamente nane?
    No, è un errore comune pensare che i bonsai siano varietà geneticamente nanizzate. Si tratta di piante comuni, selezionate e curate attraverso tecniche sofisticate che ne limitano la crescita mantenendole in miniatura. Per ottenere questo risultato, il giardiniere deve intervenire costantemente con potature regolari, defogliazione e wiring (legatura dei rami). Senza queste cure attive, la pianta tornerebbe a sviluppare la sua normale grandezza. Quindi, la bellezza del bonsai risiede non nella genetica, ma nell'abilità e nella pazienza del coltivatore nel modellare la natura nel tempo.
  • Quanto tempo ci vuole per avere un bonsai pronto?
    Coltivare un bonsai da seme o da talea richiede molta pazienza: possono volerci dai 3 ai 5 anni solo per iniziare a dare una forma strutturata alla pianta. Questo metodo è il più economico ma anche il più lento. Se desideri un risultato immediato, puoi acquistare un 'pre-bonsai', ovvero una pianta già parzialmente modellata. Sebbene sia la soluzione più rapida, comporta costi significativamente più elevati. Valuta bene il tuo livello di esperienza e il tempo disponibile prima di scegliere quale percorso intraprendere.
  • Come si annaffiano correttamente i bonsai?
    L'annaffiatura è critica perché i bonsai vivono in vasi piccoli dove il terreno si asciuga rapidamente. La frequenza non è fissa: dipende dalla specie, dal clima, dalla stagione e dalla dimensione del vaso. In generale, i bonsai tendono a seccarsi facilmente, quindi è meglio controllare spesso l'umidità del substrato. Annaffia quando la superficie del terreno inizia ad asciugare, evitando sia il ristagno idrico (che causa marciumi radicali) sia la siccità prolungata. Osserva le foglie: se appassiscono leggermente, è spesso il segnale immediato che la pianta ha sete.
  • Posso tenere il mio bonsai sempre in casa?
    Spostare un bonsai continuamente da interno a esterno o viceversa è pericoloso e può portare alla morte della pianta. La maggior parte delle specie tradizionali (come pini, ginepri, aceri) necessita di un periodo di dormienza invernale all'esterno per sopravvivere. Se vivi in zone fredde, dovrai proteggere il vaso dal gelo, magari interrandolo o avvolgendolo. Esistono specie tropicali adatte agli interni, ma richiedono umidità elevata e temperature stabili. Prima di acquistare, verifica le esigenze specifiche della specie: confondere l'ambiente esterno con quello interno è un errore fatale per molte varietà.
  • Cosa sono gli stili Ishitsuki e Sharimiki?
    Sono stili avanzati che simulano processi naturali estremi. Lo stile Ishitsuki (radici sulla roccia) mostra un albero che cresce tra le fessure di una pietra, rappresentando la lotta per la sopravvivenza; le radici sembrano stritolare la roccia. Lo Sharimiki, invece, imita il distacco naturale della corteccia dovuto a fulmini o agenti atmosferici. Il coltivatore rimuove manualmente la corteccia su parti del tronco e la sbianca con solfato di calcio per replicare l'effetto del sole sui legno morto. Entrambi richiedono grande abilità tecnica e sono riservati a chi ha già maturato esperienza nella gestione della pianta.