bonsai pesco grande

Fare Bonsai

cura bonsai di pesco

Il bonsai di pesco, può essere vittima di una serie di patologie, tra cui la bolla del pesco, per la maggior parte causate da erronee pratiche colturali.

di Redazione

31 agosto 2014

Bonsai pesco caratteristiche

I bonsai, sono alberi in miniatura, derivati dall’antica tradizione giapponese. Si caratterizzano per espressione estetica, per bellezza, incanto, leggiadria; sono forme d’arte, piccoli capolavori finemente lavorati, per rendere giustizia alla peculiare caratteristica di ogni singolo esemplare. I bonsai assumono caratterizzazioni peculiari, nella struttura fisica e nelle sfumature comportamentali oltre che nelle esigenze specifiche. Il bonsai pesco, è un bonsai di estrema bellezza: presenta un fusto medio, eretto, abbastanza resistente, con foglie lanceolate di un verde brillante e acceso, e fiori rosa, piccoli e raccolti, che formano una vistosa chioma delicata e profumata. I frutti hanno una buccia dalle sfumature gialle che finiscono nel rossastro, ed una polpa succosa e morbida. Da un probabile innesto, sono stati prodotte altre varietà appartenenti a questa specie, che hanno una consistenza più compatta e croccante e un sapore vagamente acidulo. Le esigenze colturali del bonsai di pesco, sono inerenti alle pratiche colturali. Il bonsai di pesco, necessita di moltissima acqua, in tutti i periodi dell’anno: il quantitativo, tenderà a variare in relazione al clima e agli sbalzi di temperatura. L’abbondanza d’acqua, causa di ristagni idrici, è la principale causa di alterazioni fisiologiche del ciclo vegetativo della pianta, alterazioni che tendono facilmente a sfociare in patologie croniche.

Operazioni colturali

La concimazione, è un’operazione che va effettuata con una certa regolarità, ad esclusione del periodo di fioritura, e dei periodi che prevedono condizioni climatiche estreme. La concimazione è un’operazione volte al reintegro delle sostanze nutritive, che con il passare del tempo, potrebbero scarseggiare e rallentare il ciclo vegetativo della pianta. La concimazione segue un ciclo mensile, diluendo la dose di concime liquido, (solitamente a base azotata), in acqua, e spargendo la soluzione sul terreno umido. Il bonsai pesco, esattamente come gli altri alberi da frutto in miniatura, necessita di potature e applicazioni di pesi e fili che ne correggano la postura nel tempo. Suddette operazioni, permettono alla pianta di conservare l’aspetto estetico naturale, ovviando a piegature, torsioni e posture innaturali. Gli interventi di potatura, sono di due tipi: il primo è di tipo formativo, e aiuta la pianta ad assumere un certo andamento, mentre il secondo è di tipo correttivo, e riporta l’andatura nel range dei parametri corretti. Si potano i rami più vecchi, per far si che questi lascino posto a quelli nuovi. Gli interventi di potatura, vanno sempre eseguiti con specifiche lame e tronchesi ben disinfettate; anche in punto di recisione andrà accuratamente pulito e disinfettato con paste cicatrizzanti.

Curare un bonsai pesco

Il rinvaso è un’operazione che va eseguita annualmente: essa prevede ‘eliminazione delle radici divenute spesse e legnose, per favorire la crescita di radici nuove. Quando viene effettuato il rinvaso, il terreno viene completamente sostituito con un terreno nuovo, composto di sabbia, torba e ghiaia, cosi da creare u composto misto che eviti la formazione di ristagni idrici. Se il bonsai ha raggiunto un’età adulta, il rinvaso potrà essere effettuato con scadenze lunghe, ogni quattro anni circa. I fili ed i pesi invece, vanno applicati sia in fase di sviluppo vegetativo, che in seguito per correggere l’atteggiamento del pesco in miniatura. Il peso stesso dei frutti infatti, potrebbe comportare una deformazione dei rami e di conseguenza del tronco. L’applicazione dei fili e dei pesi, viene effettuata seguendo la linea opposta a quella dell’andamento del ramo, avendo cura di disporre una sorta di pellicola sul ramo da tirare, affinchè non subisca lesioni che possano costituire veicolo di infezione. I pesi vengono fissati internamente o esternamente ai vasi stessi, a seconda del tipo di correzione che si intende realizzare.

Patologie bonsai pesco

Come tutti i bonsai, anche il pesco può essere vittima di diverse patologie, tra cui, la bolla del pesco: essa si manifesta con dei rigonfiamenti sulle foglie che col tempo scoppiano e portano i fiori e le foglie stesse a seccare e poi a cadere. Oltre a questa specifica patologia, il pesco può essere vittima di ruggine, oidio, mal bianco, muffe e tanti altri tipi di malattie, che colpiscono le piante e dunque anche i bonsai, a causa di errate pratiche colturali. La metodologia migliore per sconfiggere questo tipo di patologie, è rappresentata dagli antiparassitari. La via preventiva, infatti, in alcuni casi, risulta comunque poco efficace.

Domande frequenti

  • Quali sono le cause principali delle patologie del bonsai di pesco?
    Le patologie del bonsai di pesco, come la temuta bolla del pesco, ruggine, oidio e muffe, sono quasi sempre conseguenze dirette di errori nelle pratiche colturali. In particolare, l'eccessiva irrigazione che provoca ristagni idrici è il fattore critico: favorisce alterazioni fisiologiche che indeboliscono la pianta e predispongono a infezioni croniche. Anche una concimazione scorretta o una potatura eseguita con strumenti non disinfettati possono introdurre patogeni. Per prevenire queste malattie, è fondamentale mantenere un equilibrio idrico preciso, utilizzare terriccio drenante e garantire una buona aerazione fogliare, evitando il ristagno di umidità intorno alla chioma.
  • Con quale frequenza bisogna rinvasare un bonsai di pesco?
    Il rinvaso del bonsai di pesco dovrebbe essere eseguito annualmente durante le prime fasi di sviluppo. Questa operazione è cruciale per eliminare le radici vecchie, spesse e legnose, stimolando la nascita di nuove radichette fini essenziali per l'assorbimento dei nutrienti. Durante il rinvaso, il vecchio substrato va completamente sostituito con un mix fresco, ideale composto da sabbia, torba e ghiaia, per garantire un drenaggio perfetto ed evitare i pericolosi ristagni idrici. Una volta che la pianta raggiunge la maturità, l'intervento può essere diradato fino a una cadenza quinquennale, ovvero ogni quattro-cinque anni.
  • Come si effettua correttamente la potatura del bonsai di pesco?
    La potatura del bonsai di pesco si divide in due tipologie: formativa e correttiva. Quella formativa guida la pianta nell'assumere la struttura desiderata, mentre quella correttiva ripristina l'estetica quando i rami crescono in modo innaturale. È essenziale rimuovere i rami più vecchi per fare spazio alla nuova vegetazione. Tutti gli attrezzi devono essere specifici e rigorosamente disinfettati prima dell'uso per prevenire infezioni batteriche o fungine. Dopo ogni taglio, la ferita deve essere pulita accuratamente e trattata con paste cicatrizzanti per sigillare il punto di recisione e favorire una guarigione rapida senza danni estetici alla corteccia.
  • Quando e come applicare fili e pesi al bonsai di pesco?
    Fili e pesi sono indispensabili per modellare la struttura del bonsai di pesco, soprattutto perché il peso dei frutti può deformare rami e tronco. L'applicazione avviene sia durante lo sviluppo vegetativo che successivamente per correzioni posturali. È vitale proteggere la corteccia: si deve avvolgere il ramo con una sottile pellicola protettiva prima di avvitare il filo, per evitare che questo tagli la linfa o crei lesioni aperte, veri ingressi per infezioni. I fili vanno posizionati seguendo la direzione opposta alla curva desiderata del ramo. I pesi, invece, possono essere fissati internamente o esternamente al vaso a seconda del tipo di inclinazione o correzione strutturale che si vuole ottenere.
  • Quale tipo di concimazione è adatta al bonsai di pesco?
    La concimazione del bonsai di pesco va somministrata regolarmente, preferibilmente con cadenza mensile, utilizzando fertilizzanti liquidi a base azotata. L'importante è diluire la dose indicata in acqua e versarla sul terreno umido per evitare bruciature radicali. Tuttavia, ci sono momenti in cui la concimazione va sospesa: assolutamente durante il periodo di fioritura e in caso di condizioni climatiche estreme (troppo caldo o troppo freddo), poiché la pianta sarebbe incapace di assorbire i nutrienti. Un corretto apporto di elementi nutritivi mantiene vigoroso il ciclo vegetativo, contrastando il rallentamento dovuto all'esaurimento del terreno nel vaso limitato.