porro

Coltivare Orto

La coltivazione del porro

Il porro, è una pianta commestibile coltivata in diverse zone della fascia mediterranea. Ha proprietà diuretiche, antisettiche, digestive, ampiamente utilizzato in cucina.

di Redazione

24 luglio 2014

Il porro: descrizione

Il porro, è una pianta erbacea, che appartiene alla famiglia delle Liliaceae: pianta aromatica dalle proprietà diuretiche, antisettiche e lassative, ampiamente utilizzata da Romani ed Egizi per la preparazione di unguenti e come spezia per insaporire diverse pietanze. Il porro, ha un sapore dolciastro, estremamente delicato, ideale per insaporire carni, pesci, zuppe e minestre, tagliuzzato, sminuzzato, cotto, crudo. Esistono due varietà differenti di porro: una invernale ed una estiva; la prima viene piantata in estate, ma cresce in inverno, la seconda viene piantata in inverno, per fiorire in primavera-estate. Il porro ha radici fascicolate, ed un fusto eretto di colore bianco, con foglie di un verde brillante, che possono assumere diverse tonalità, i fiori invece, hanno una forma sferica, di colore chiaro. Il porro, è una pianta coltivata nella macchia mediterranea, infatti essa predilige un clima fresco ma mite, tendenzialmente soleggiato.

Coltivazione del porro

Il terreno migliore per il porro, è un terreno leggero, areato, con un ph che vari tra un valore pari a sei ed un valore pari a sette. Il terreno va preparato in profondità, poiché la pianta è dotata di un apparato radicale fascicolato che può raggiungere anche i cinquanta centimetri di profondità. Il terreno deve essere misto, composto da sabbia, torba e ghiaia, elementi che favoriscono il drenaggio, evitando la formazione di ristagni idrici. Il terreno va fertilizzato prima della semina, o della messa a dimora delle piante; la concimazione va effettuata con del letame maturo, che potrà essere acquistato in specifici punti vendita. Il terreno deve essere vangato e preparato prima della semina, mentre a seguito, non sono necessari ulteriori interventi di concimazione. Il porro, predilige un clima fresco e mite, tipicamente mediterraneo, mentre non trova condizioni ideali di crescita nei climi umidi e fortemente piovosi.

Tecniche di coltivazione

Del porro, viene utilizzata principalmente la parte bianca, mentre le foglie verdi vengono completamente eliminate. Per favorire un maggiore sviluppo della parte bianca, viene rincalzato il terreno intorno al fusto, coprendo la parte bianca, per evitare che il terreno stesso, arrivi alle foglie. Nel periodo della stagione vegetativa, il terreno tende alla secchezza, per cui è preferibile che venga effettuata la pacciamatura, operazione che consente di aumentare il tasso di umidità. Il porro è una pianta facilmente incline all’attacco di inetti che potrebbero comprometterne la crescita: la coltivazione ideale, va effettuata dunque insieme ad altre verdure ed ortaggi, come le carote, i cavoli, il sedano, i pomodori, l’insalata, che tendono ad allontanare mosche e insetti, particolarmente dannosi, per la crescita della pianta. Il porro è una pianta che necessita di moltissima acqua, circa tre litri per ogni singola fila; le irrigazioni vanno eseguite con una frequenza media di tre volte a settimana, in piena estate, e di una sola volta a settimana durante i periodi freddi.

Benefici del porro

Se le piantine vengono messe a dimora direttamente in terra, sarà necessario eseguire un’operazione di diradamento che consiste nell’estirpare le piante meno cresciute, per lasciare spazio solo a quelle sane. Oltre alla pacciamatura e all’irrigazione, bisognerà eliminare dal terreno le erbe infestanti ed eseguire operazioni di vangatura del terreno, se necessario. La raccolta va effettuata servendosi di una zappa, scavando attorno ai bulbi e facendo sempre attenzione a non danneggiarli. Il porro, come la maggior parte delle piante, non è immune dall’attacco di insetti, funghi e muffe: In particolare, può essere vittima di patologie crittogame, come la poronospora e la ruggine, causate da un accumulo di acqua. Gli insetti, invece tendono ad attaccare i bulbi: se l’attacco avviene in modo massiccio, la pianta va estirpata o bruciata, per evitare che danneggi anche le piante limitrofe. Il porro è una alimento benefico, ampiamente utilizzato in diete equilibrate: combatte diverse patologie come l’artrite, la gotta, la stipsi, e diversi altri disturbi relativi all’apparato digerente, poiché contiene molta acqua, Sali minerali e vitamine.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per piantare il porro?
    La scelta del momento dipende dalla varietà che si intende coltivare. Esistono due tipi principali: il porro invernale e quello estivo. Il porro invernale si semina o mette a dimora durante l'estate, sviluppandosi pienamente nel periodo freddo. Al contrario, il porro estivo viene piantato in inverno per crescere e maturare durante la primavera e l'estate. Entrambe le varietà prediligono un clima fresco ma mite, tipico della fascia mediterranea, evitando eccessive piogge e umidità stagnante che potrebbero favorire malattie fungine.
  • Come preparare il terreno per la coltivazione dei porri?
    Il porro richiede un terreno leggero, ben areato e con un pH compreso tra 6 e 7. È fondamentale vangare il suolo in profondità, fino a 50 cm, poiché l'apparato radicale è fascicolato e profondo. La miscela ideale include sabbia, torba e ghiaia per garantire un ottimo drenaggio ed evitare ristagni idrici. Prima della semina o del trapianto, bisogna fertilizzare il terreno utilizzando letame maturo; successivamente, non sono necessarie ulteriori concimazioni, poiché la pianta attingerà le sostanze nutritive già presenti nel substrato preparato adeguatamente.
  • Quanta acqua serve al porro e come gestirla?
    Il porso è una pianta molto esigente in termini di irrigazione. Durante i mesi caldi dell'estate, è consigliabile fornire circa tre litri d'acqua per ogni fila, con una frequenza di tre volte a settimana. Nei periodi più freddi, la frequenza può ridursi a una somministrazione settimanale. Per mantenere l'umidità costante e ridurre l'evaporazione, specialmente in estate quando il terreno tende ad asciugarsi rapidamente, è utile praticare la pacciamatura. Questa tecnica aiuta anche a controllare le erbe infestanti senza dover intervenire frequentemente.
  • A cosa serve rincalzare il porro?
    Il rincalzo è una tecnica essenziale per migliorare la qualità della parte commestibile del porro, ovvero il fusto bianco. Consiste nel accumulare terra alla base della pianta man mano che questa cresce, coprendo parzialmente il fusto. Questo intervento impedisce alla luce solare di raggiungere la parte interna del fusto, mantenendola bianca e tenera, e protegge le foglie inferiori dal contatto diretto con il suolo sporco. Inoltre, coprire la base aiuta a stabilizzare la pianta e favorisce uno sviluppo più robusto della zona bianca, che è quella prevalentemente utilizzata in cucina.
  • Quali colture associare al porro per difenderlo dai parassiti?
    Il porro è sensibile agli attacchi di insetti e funghi, quindi l'associazione con altre piante può essere un valido aiuto naturale. Si consiglia di coltivarlo vicino a carote, cavoli, sedano, pomodori e insalata. Queste verdure tendono ad allontanare mosche e insetti dannosi grazie ai loro profumi o caratteristiche specifiche, creando un effetto protettivo reciproco. Evitare invece di posizionarlo vicino a piante che potrebbero competere per le stesse risorse o attrarre gli stessi parassiti. Una corretta rotazione delle colture e la pulizia dalle erbe infestanti completano la strategia di difesa biologica.