Impianto elettrico a norma
Avere, nella propria abitazione, un impianto elettrico a norma significa vivere in tutta sicurezza. L’energia elettrica oggi è utilizzata per attivare/disattivare qualsiasi strumento elettrico della propria casa. Inizialmente era usato per avviare gli elettrodomestici per accendere le luci della casa e la televisione, oggi può essere impiegata per l’apertura di cancelli da giardino, aprire e chiudere le tapparelle e tantissimo altro ancora. Tuttavia, se l’impianto elettrico non è realizzato nella giusta maniera, si potrebbe andare incontro a inconvenienti spiacevolissimi, andando così a ledere la sicurezza della casa e degli stessi abitanti. A questo proposito sorge spontaneo affermare che, per la realizzazione di un impianto elettrico ci si deve affidare a del personale altamente qualificato, il quale procedere alla realizzazione dell’impianto stesso seguendo quelle che sono le norme vigenti in materia d’impiantistica.
Impianto elettrico a norma
Per poter dotare tutte le abitazioni private o i luoghi di lavoro di un impianto elettrico a norma, sono state realizzate delle norme CEI all’interno delle quali vengono riportati tutti i fattori e i passi da seguire per poter realizzare un impianto a norma. Tuttavia questo non basta; infatti, un impianto elettrico viene definito a norma quando è realizzato da personale altamente qualificato, iscritto all’albo per poter esercitare la professione e abilitato al rilascio della dichiarazione di conformità. E’ conveniente sapere che questa dichiarazione non viene rilasciata da chiunque e a tutti i nuovi proprietari dell’impianto; essa è indispensabile non soltanto al momento della costruzione del quadro elettrico ma durante tutta la sua vita perché dovrà attestare di frequente la sua conformità. Ci si avvale di questa figura professionale anche per realizzare lavori straordinari sull’impianto, manutenzione o per l’ampliamento dello stesso impianto elettrico.
Impianto elettrico a norma
Per poter realizzare un impianto elettrico a norma, dopo aver compreso che esso deve essere eseguito da personale qualificato e iscritto all’albo, è possibile riportare quelli che sono i punti da seguire per il rispetto delle norme CEI. In primo luogo è necessario acquisire la planimetria del luogo in cui realizzare l’impianto elettrico; occorre riportare in essa la disposizione di elettrodomestici, televisore, luci, prese e simili, in modo tale da creare l’allaccio tra essi e l’impianto. In secondo luogo si fa una sorta di stima circa l’impianto d’illuminazione; si calcola la potenza che occorre per tenere acceso tutto l’impianto, coefficienti di contemporaneità inclusi. Successivamente si valutano impianti ausiliari e si analizzano nel dettaglio ambienti particolari. È conveniente sapere che, in alcuni casi specifici bisogna presentare un progetto, seguendo così la legge 46/90. Il progetto si realizza per un’abitazione con superficie maggiore a 400 m2, attività lavorativa con superficie maggiore a 200 m2 e per condomini con potenza installata superiore a 6 kW.
Impianto elettrico a norma
Un impianto elettrico è catalogato a norma quando detiene caratteristiche specifiche atte a proteggere l’abitazione ma anche coloro che si trovano al suo interno. Un impianto deve contenere la protezione da contatti indiretti e diretti, salvavita, sezionamento dell’impianto e proteggere contro la sovracorrente facendo scattare il contatore principale e quindi interrompendo il flusso di elettricità. Il tecnico che realizza l’impianto elettrico, oltre a questi accorgimenti, deve fare in modo che la struttura sia ben protetta non soltanto dalle persone ma anche dalla polvere, dall’umidità etc.; l’isolamento delle parti attive deve essere totale; i conduttori elettrici devono essere sistemati in canaline e sotto delle tracce visibili; non deve collegare i fili con nastro isolante; l’impianto deve essere sempre efficiente, sostituendo tutti gli elementi che funzionano male o non funzionano. Oltre a queste azioni, è importante non realizzare delle prese volanti e fare molta attenzione all’acqua.
Domande frequenti
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Chi ha il diritto di rilasciare la Dichiarazione di Conformità dell'impianto elettrico?La Dichiarazione di Conformità può essere rilasciata esclusivamente da personale altamente qualificato e iscritto all'albo professionale competente. Non basta che chi esegue i lavori sappia farlo tecnicamente; è fondamentale che possieda i requisiti legali per certificare la regolarità dell'opera. Questa dichiarazione è un documento essenziale che attesta che l'impianto rispetta le normative CEI vigenti. Viene richiesta non solo al termine della nuova installazione, ma anche in caso di modifiche sostanziali, ampliamenti o interventi di manutenzione straordinaria. Assicurarsi che il professionista abbia questa abilitazione tutela il proprietario da responsabilità civili e penali in caso di incidenti.
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Quando è obbligatorio presentare un progetto elettrico preventivo?Secondo la Legge 46/90, la presentazione di un progetto preliminare diventa obbligatoria in tre casi specifici. Il primo riguarda le abitazioni private con una superficie utile superiore ai 400 metri quadrati. Il secondo caso si applica alle attività lavorative o commerciali con una superficie superiore ai 200 metri quadrati. Infine, è necessario progettare l'impianto per i condomini qualora la potenza complessiva installata superi i 6 kW. In questi scenari, la progettazione dettagliata garantisce che l'infrastruttura elettrica possa sostenere i carichi previsti senza rischi, assicurando stabilità e sicurezza per tutti gli utenti coinvolti nell'edificio.
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Quali protezioni deve necessariamente avere un impianto elettrico a norma?Un impianto elettrico conforme deve integrare diverse misure di sicurezza fondamentali. Innanzitutto, deve prevedere la protezione contro i contatti diretti e indiretti, ovvero il contatto accidentale con parti in tensione. Deve essere presente un dispositivo salvavita (interruttore differenziale) che interrompe l'erogazione in caso di dispersioni verso terra, prevenendo folgorazioni. Inoltre, l'impianto necessita di un sistema di sezionamento visibile per permettere interruzioni sicure per le manutenzioni e protezioni contro le sovracorrenti, come i magnetotermici, che staccano automaticamente la corrente in caso di cortocircuiti o sovraccarichi. Questi elementi sono indispensabili per la tutela delle persone e dei beni.
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Come devono essere posati i cavi elettrici per rispettare la normativa?La normativa impone regole precise per il cablaggio: i conduttori non devono mai essere uniti semplicemente con nastro isolante, poiché ciò crea punti deboli e rischi di incendio. I cavi devono essere sistemati in canaline apposite o inseriti sotto traccia muraria, garantendo che l'isolamento delle parti attive sia totale e protetto da agenti esterni come polvere e umidità. È vietato lasciare cavi a vista o mal fissati. Inoltre, si sconsiglia vivamente l'uso di 'prese volanti', cioè prolunghe o adattatori multipli non fissati alla parete, che possono surriscaldarsi. Una corretta posa assicura che l'isolamento rimanga integro nel tempo e che l'efficienza dell'impianto non venga compromessa.








