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riconoscere e combattere la cladosporiosi

La cladosporiosi è una patologia fungina che colpisce il porro, i cetrioli, i pomodori, l’aglio e la cipolla e moltissime altre piante da orto.

di Redazione

15 dicembre 2014

Patologie fungine: La cladosporiosi

Le piante, sono organismi estremamente delicati, che per variabili legate al clima, alle pratiche colturali, alla tipologia di terreno, tendono ad ammalarsi. Le patologie più comuni, relative alle piante, sono le patologie di tipo fungino. La cladosporiosi, è una di queste: il fungo da cui ha origine questo tipo di patologia, tende a svilupparsi da marzo ad ottobre, in particolar modo, in ambienti dal clima spiccatamente umido. Le temperature, ed il tasso di umidità, sono tra i principali fattori che contribuiscono a determinare la comparsa di funghi e batteri che possono con il tempo, sviluppare vere e proprie patologie. La cladosporiosi, è una patologia che attacca le piante a partire dalle foglie, per arrivare poi ai frutti e a fusto. Può essre fatale se non riconosciuta in tempo, anche per le specie di piante sane che entrano in contatto con le piante colpite da questa patologia. La cladosporiosi, è una patolotoogia facilmente riconoscibile: essa si manifesta con la comparsa di macchie nero bluastre su tutta la superficie delle foglie, che tendono a seccare molto velocemente, accartocciandosi e staccandosi dai rami. I frutti, tendono a svilupparsi con difficoltà e presentano delle depressioni notevoli, oltre a particolari alterazioni di colore.

Combattere la cladosporiosi

La cladosporiosi tende a svilupparsi in particolare nelle zone dove il clima è particolarmente umido e allo stesso tempo caldo. La serra, è ad esempio, una delle location in cui è possibile che la cladosporiosi attacchi le piante. Quelle maggiormente inclini ad essere colpite, sono quelle da orto, ed in particolare, le zucchine, i cetrioli, il porro, le cipolle, i cocomeri, l’aglio, i pomodori ed infine frutti come il melone ed il cocomero. La cladosporiosi è una patologia fungina parecchio pericolosa, soprattutto se non riconosciuta per tempo e soprattutto perché tende ad attaccare frutti della pianta, portandoli a marcire del tutto. La soluzione ideale, per le piante che presentano maggiore inclinazione a questo tipo di fungo, è collocare queste piante in un terreno che sia poco umido e in una zona dove il tasso di umidità non sia eccessivo, e dove la temperatura si mantenga media, ma non eccessivamente alta. L’ideale per combattere la cladosporiosi è utilizzare fungicidi a base di rame.

Soluzioni

Oltre a questo tipo di trattamenti, che tra l’altro vanno somministrati quando compaiono i primi sintomi, si prediligono le misure precauzionali. In primis, è preferibile controllare i semi delle piante, prestando attenzione che questi non siano in parte danneggiati, e che dunque, non presentino macchie scure che potrebbero determinare la comparsa di qualche patologia fungina come la cladosporiosi o la peronospora. Le piante a rischio, vanno irrigate, ma è necessario che queste siano piantate in un terreno particolarmente drenante.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali della cladosporiosi sulle piante?
    La cladosporiosi si riconosce principalmente dalla comparsa di macchie di colore nero-bluastro sulla superficie fogliare. Queste lesioni causano un rapido seccamento delle foglie, che tendono ad accartocciarsi e cadere prematuramente. Se la malattia progredisce, colpisce anche i frutti, provocando depressioni superficiali, alterazioni cromatiche anomale e, nei casi gravi, la completa marcescenza del prodotto. È fondamentale intervenire tempestivamente, poiché il fungo può diffondersi rapidamente ad altre parti della pianta o a vegetali sani vicini.
  • In quali condizioni climatiche si sviluppa meglio questo fungo?
    Il fungo responsabile della cladosporiosi prospera in ambienti caratterizzati da elevata umidità e temperature calde. È particolarmente attivo nel periodo compreso tra marzo e ottobre. Luoghi come le serre, dove l'aria ristagna e l'umidità rimane alta, rappresentano scenari ideali per la sua proliferazione. Il controllo del microclima, evitando ristagni idrici e garantendo una buona ventilazione, è essenziale per limitare lo sviluppo della patogenesi, specialmente durante i periodi più caldi dell'anno.
  • Quali ortaggi e piante sono più soggetti all'attacco?
    Molte piante da orto sono vulnerabili, in particolare solanacee e cucurbitacee. Tra le colture più a rischio figurano pomodori, cetrioli, zucchine, meloni e cocomeri. Anche le Allium, come porri, aglio e cipolle, sono frequentemente colpite. La suscettibilità varia leggermente in base alla varietà, ma in generale, qualsiasi pianta coltivata in terreni umidi o sottoposta a cure insufficienti può diventare un bersaglio facile per questo agente patogeno, rendendo necessaria una costante vigilanza visiva.
  • Come si previene la cladosporiosi nell'orto?
    La prevenzione è la strategia più efficace. Innanzitutto, selezionare semi sani e privi di macchie scure evita di introdurre il fungo direttamente in semenzaio. È cruciale piantare le colture sensibili in terreni ben drenanti per evitare il ristagno di acqua intorno alle radici. Inoltre, posizionare le piante in aree soleggiate e aerate riduce l'umidità ambientale. Evitare l'irrigazione a pioggia sulle foglie e optare per annaffiature alla base aiuta a mantenere il fogliame asciutto, creando un ambiente ostile alla germinazione delle spore fungine.
  • Quale trattamento chimico o biologico è consigliato?
    Per contrastare attivamente la cladosporiosi, si raccomandano trattamenti curativi tempestivi non appena appaiono i primi sintomi. I prodotti più efficaci contengono rame, sostanza ampiamente utilizzata in agricoltura per le sue proprietà antifungine. È importante applicare il trattamento seguendo rigorosamente le dosi indicate sulla confezione. Parallelamente, si consiglia la rimozione immediata e la distruzione (non nel compostaggio) di tutte le parti vegetali infette per ridurre il carico inoculativo e impedire la diffusione ulteriore del patogeno alle piante sane circostanti.