Cosa sono le celle fotovoltaiche e a cosa servono

Cosa sono le celle fotovoltaiche? Una domanda fondamentale e che troppo spesso non trova adeguata risposta nonostante la sempre maggiore importanza assunta dall'energia solare. In pratica si tratta del cuore del sistema il quale permette di produrre energia elettrica da quella solare intercettata, grazie ad un sottile strato di materiale semiconduttore che viene adeguatamente trattato per poter ottemperare nel modo migliore alla sua fondamentale funzione. Le due facce della cella vengono collegate ad un utilizzatore e quando essa viene esposta alla luce si verifica il processo di trasformazione tale da generare la corrente elettrica. La quantità di energia prodotta dipende a sua volta dall'efficienza di conversione dimostrata dalla cella, la quale varia in base al materiale con cui essa è stata costruita.

L'efficienza delle celle fotovoltaiche è di fondamentale importanza

Cosa sono le celle fotovoltaiche? Una domanda di non poco conto cui ne dovrebbe seguire una seconda: perché sono così importanti? In effetti il ruolo che esse svolgono è fondamentale, soprattutto in relazione all'efficienza che riescono a mettere in mostra nella conversione dell'energia solare in corrente elettrica. Una efficienza che dipende in larga parte dal materiale con il quale esse vengono costruite. Ancora oggi il materiale più diffuso è il silicio, che pure sembrava essere sul punto di essere scalzato dai moduli a film sottile. A riportare d'attualità il silicio è stata la ricerca tecnologica, che ha consentito di raddoppiare la sua efficienza, accoppiando questo risultato ad una durata sempre maggiore, tale da permettere agli impianti di lavorare all'85% della capacità addirittura dopo trentacinque anni.

Come vengono prodotte le celle fotovoltaiche

Le celle fotovoltaiche sono prodotte utilizzando procedimenti differenti a seconda della tipologia che si intende realizzare. La porzione di silicio usata, viene comunemente indicata con il termine di wafer. Ove si intenda realizzare un wafer monocristallino, si ricorre al metodo Czochralsky, che si fonda sulla cristallizzazione. Per originarla si introduce materiale estremamente puro nel silicio liquido, il quale verrà in un secondo momento estratto e lasciato lentamente raffreddare al fine di avere il cilindro monocristallino. Il wafer policristallino si ottiene invece tramite fusione e ricristallizzazione del silicio, con la creazione di un composto poi tagliato in parallelepipedi. Il composto viene in seguito diviso in lingotti da tagliare in sezioni verticali, le quali regalano rendimenti di rilievo a costi inferiori.

Gli studi sul grafene sono estremamente promettenti

Negli ultimi anni, molti laboratori di ogni parte del mondo hanno condotto intense ricerche che potrebbero letteralmente rivoluzionare il fotovoltaico. In particolare vanno ricordati i lavori condotti a Manchester da una squadra di ricercatori di varie nazionalità, aventi come oggetto il grafene. Si tratta del materiale più sottile in assoluto, dotato allo stesso tempo di forza e capacità di conduzione. Grazie a queste caratteristiche, il grafene potrebbe essere utilizzato al fine di realizzare celle fotovoltaiche non solo sottili, ma anche in grado di resistere alla flessione, adattandosi di conseguenza all'incorporazione in pareti o finestre. Peculiarità che sono assenti nel caso dei wafer in silicio, i quali non assorbono bene la luce e sono abbastanza fragili. Il grafene assicurerebbe peraltro prezzi più convenienti.

Domande frequenti

  • Come funziona una cella fotovoltaica per produrre elettricità?
    La cella fotovoltaica agisce come il cuore del sistema solare, convertendo l'energia luminosa in energia elettrica grazie a uno strato sottile di materiale semiconduttore. Quando la luce colpisce la cella, avviene un processo fisico che genera corrente elettrica tra le due facce della cella, collegate a un utilizzatore. L'efficacia di questa trasformazione, ovvero l'efficienza di conversione, varia principalmente in base al materiale semiconduttore utilizzato. Più alta è l'efficienza della cella, maggiore sarà la quantità di energia elettrica prodotta a parità di esposizione solare.
  • Perché il silicio rimane il materiale principale per le celle solari?
    Nonostante l'esistenza di tecnologie alternative come i moduli a film sottile, il silicio resta il materiale più diffuso grazie ai progressi della ricerca tecnologica recente. Questi avanzamenti hanno permesso di raddoppiare l'efficienza di conversione del silicio rispetto al passato. Inoltre, offre una durata eccezionale: gli impianti moderni possono operare mantenendo l'85% della loro capacità nominale anche dopo trentacinque anni di utilizzo. Questa combinazione di alta efficienza e lunga vita utile lo rende ancora oggi la scelta preferita per la maggior parte degli installazioni fotovoltaiche residenziali e industriali.
  • Qual è la differenza tra celle monocristalline e policristalline?
    La distinzione risiede nel processo di produzione del wafer di silicio. Le celle monocristalline si ottengono tramite il metodo Czochralsky, che crea un unico cristallo perfetto partendo da silicio purissimo fuso; questo garantisce alte prestazioni ma richiede processi più complessi. Al contrario, le celle policristalline nascono dalla fusione e ricristallizzazione del silicio in lingotti tagliati a parallelepipedo. Sebbene leggermente meno efficienti delle monocristalline, le celle policristalline offrono un ottimo compromesso, garantendo rendimenti elevati a costi di produzione inferiori, rendendole molto popolari sul mercato.
  • Che ruolo gioca il grafene nello sviluppo futuro del fotovoltaico?
    Il grafene sta attirando grande interesse scientifico perché è il materiale più sottile esistente, combinando resistenza meccanica e ottima conducibilità elettrica. A differenza dei wafer in silicio, che sono fragili e assorbono male la luce, il grafene permetterebbe di creare celle fotovoltaiche flessibili, sottili e resistenti. Queste caratteristiche aprirebbero la possibilità di integrare pannelli solari direttamente in superfici curve, come pareti o finestre, senza alterarne l'estetica. Inoltre, la produzione su scala industriale del grafene promette di ridurre significativamente i costi rispetto alle attuali tecnologie al silicio.