Come funziona l'affitto con riscatto

L'affitto con riscatto: come funziona

Al momento della stipula viene sottoscritto un contratto di locazione e, contemporaneamente, viene pattuita un’opzione di acquisto dell’immobile oggetto del contratto stesso da parte del conduttore, ad una scadenza prestabilita (di solito 3 o 5 anni), ad un prezzo prefissato dai contraenti. L’importo dei canoni è concordato tra le parti ed è, in questa tipologia contrattuale, solitamente più alto di quello pagato mediamente nei contratti di locazione tradizionali, poiché parte di esso viene accantonato per essere detratto dal prezzo che sarà versato al momento del riscatto finale. In sede di sottoscrizione può essere prevista (anche se non rappresenta un obbligo) l’eventualità del pagamento di una caparra, variabile dal 4 al 5% del valore di compravendita, che andrà anch’essa ad essere decurtata dal prezzo di riscatto dell’immobile.

Vantaggi dell'affitto con riscatto

Un vantaggio dell’affitto con riscatto è, per l’acquirente, quello di poter posticipare la richiesta di un mutuo bancario al momento del riscatto finale dell’immobile, quando l’importo da finanziare sarà sensibilmente più basso.Non meno importante è l’aspetto fiscale, poiché le imposte sull’immobile continueranno ad essere pagate dal proprietario fino al momento dell'acquisto da parte dell'inquilino. D'altra parte, il futuro venditore ha il vantaggio di liberarsi dal pagamento delle spese legate alla conduzione dell’immobile, in particolare, delle spese condominiali. Il locatore, inoltre, può contare da subito sul pagamento dei canoni di locazione e, in caso di mancato esercizio del diritto di opzione da parte dell’inquilino alla scadenza del contratto, potrà trattenere i canoni già versati e l'eventuale caparra versata.

Svantaggi dell'affitto con riscatto.

Il primo svantaggio per l’inquilino deriva dal dover pagare da subito dei canoni di locazione più alti rispetto a quelli di un normale contratto di locazione, pur nell'incertezza che, alla scadenza del contratto di locazione, l'immobile possa essere di fatto acquistato. Ma, soprattutto, il potenziale futuro acquirente potrebbe incappare nell’eventualità che, in un mercato di prezzi degli immobili in decrescita, si ritrovi a pagare, al momento del riscatto, un prezzo d'acquisto più alto di quelli medi di mercato, perché pattuito in un'epoca anteriore. Per il locatore lo svantaggio consiste nel dover posticipare, con il contratto d'affitto con riscatto, il momento della vendita e, quindi, del corrispondente introito. Anche il locatore, inoltre, corre il rischio che, al termine della locazione, l'acquisto non riesca a concretizzarsi.

Affitto con riscatto:

In definitiva, nella scelta della formula dell’affitto con riscatto, sono consigliabili considerazioni che si estendano, oltre che alle capacità reddituali e/o forza contrattuale delle parti contraenti, anche alla valutazione della capacità dell’inquilino di adempiere con puntualità al pagamento dei canoni di locazione per l’intera durata del contratto, nonché alla verifica dell'effettiva probabilità che il contratto si possa concludere con la vendita dell’immobile.Inoltre, nel caso in cui il locatore sia un'azienda, occorre seriamente soppesare la solidità della stessa per evitare il rischio di procedure fallimentari che possano compromettere gli accordi presi e il buon fine dell'operazione.L'affitto con riscatto non deve, infatti, essere considerata una facile ma sconsiderata via d'uscita alle difficoltà di acquisto immediato dell'immobile.

Domande frequenti

  • Come funziona esattamente il meccanismo finanziario dell'affitto con riscatto?
    L'affitto con riscatto combina un contratto di locazione con un'opzione di acquisto futura. Le parti fissano un prezzo di vendita definitivo e una scadenza (solitamente 3-5 anni). I canoni di affitto risultano più elevati rispetto al mercato tradizionale perché una quota parte viene accantonata per abbattere il prezzo finale di riscatto. Inoltre, è possibile versare una caparra iniziale (dal 4% al 5% del valore) che verrà anch'essa scalata dal prezzo pattuito al momento del trasferimento di proprietà.
  • Quali sono i principali vantaggi fiscali e finanziari per l'acquirente?
    Per il futuro acquirente, il vantaggio principale è la possibilità di posticipare la richiesta di un mutuo bancario. Questo permette di affrontare l'acquisto quando l'importo da finanziare sarà sensibilmente inferiore, grazie agli accumuli sui canoni e alla caparra. Dal punto di vista fiscale, durante il periodo di locazione le imposte sull'immobile (come IMU o tassa di soggiorno se applicabile) restano a carico del proprietario, alleggerendo il carico economico dell'inquilino prima che diventi effettivo proprietario.
  • Che rischi corrono le parti coinvolte in questa operazione?
    L'inquilino-acquirente rischia di pagare canoni più alti senza garanzia di successo; se il mercato immobiliare scende, potrebbe trovarsi a pagare un prezzo di riscatto superiore al valore attuale dell'immobile. Se non esercita l'opzione, perde la caparra e le quote accumulate. Il proprietario-venditore, invece, posticipa l'introito economico totale e corre il rischio che l'acquisto non vada a buon fine, restando con un immobile occupato e costi di gestione ancora a suo carico.
  • È obbligatorio versare una caparra per attivare l'accordo?
    No, il versamento della caparra non è un obbligo di legge, ma è una prassi comune e fortemente consigliata. Viene stabilita al momento della sottoscrizione del contratto e varia generalmente tra il 4% e il 5% del valore di compravendita pattuito. La sua funzione è quella di vincolare le parti e garantire la serietà dell'intento; in caso di riscatto, tale somma viene detratta dal prezzo finale, mentre in caso di rinuncia da parte dell'inquilino, rimane al proprietario.
  • Cosa succede se il proprietario è un'azienda e va in fallimento?
    Questa è una criticità fondamentale da valutare attentamente. Se il locatore è un'impresa soggetta a procedure concorsuali o fallimentari, gli accordi presi potrebbero essere compromessi. Gli eventuali crediti derivanti dall'affitto e dal riscatto potrebbero non essere soddisfatti pienamente o subire lunghe attese. Pertanto, è essenziale verificare la solidità finanziaria dell'azienda proprietaria prima di firmare, per evitare di perdere i soldi versati e l'immobile stesso.