rametti maggiorana

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maggiorana coltivazione

La maggiorana è una pianta erbacea aromatica che cresce in Asia e Africa. Predilige un clima mite, un terreno morbido composto, e va esposta in un luogo soleggiato.

di Redazione

28 luglio 2014

La maggiorana

La maggiorana è una pianta perenne, diffusa, in modo particolare, nelle location che ne favoriscono la crescita e lo sviluppo. E’ un’erbacea, aromatica, similare rispetto a tante altre piante erbacee, dal portamento cespuglioso: è caratterizzata da un fusto dritto, che raggiunge i trenta centimetri di altezza circa, con foglie ovali di un verde brillante ed intenso, con fiori di colore bianco e rosa, che spuntano in grappoli, come a formare una spiga. La maggiorana trova il suo habitat naturale in più continenti, tra cui quello africano, quello asiatico e nelle zone bagnate dal mar Mediterraneo. Le radici della pianta di maggiorana non raggiungono grandi profondità, ma restano ancorate alla parte superiore del terreno. E’ una pianta che si contraddistingue per il suo particolare odore, e per il suo aroma intenso e fresco. La maggiorana, segue le pratiche colturali tipiche di tutte le piante erbacee, tecniche di coltivazione estremamente semplici ma necessarie a favorire un sano sviluppo della pianta.

Coltivazione della maggiorana

La maggiorana predilige un clima mite, come la maggior parte delle piante erbacee: non tollera temperature che scendono al di sotto dello zero, o climi aridi ed afosi che potrebbero determinarne la secchezza. Va piantata o cresce spontanea in terreni morbidi e composti, che abbiano una forte capacità drenante, e che siano particolarmente fertili. Gradisce l’esposizione costante al sole, infatti questo fattore è l’elemento chiave per un corretto sviluppo della pianta. Prima di effettuare la semina, si eseguono delle operazioni di preparazione del terreno: questo andrà ampiamente vangato, cosi che la terra possa essere sempre fresca e ben areata; al terreno smosso, andrà aggiunto del letame maturo, utile a favorire la fertilizzazione, che andrà poi coperto con zolle di terra, che serviranno a ricompattare e a livellare il terreno. I semi andranno sparsi su tutta la superficie, avendo ben cura di effettuare le innaffiature con uno spruzzino per il primo mese che segue la semina. Al momento della crescita, le piante dovranno subire un diradamento, con l’eliminazione delle piantine più deboli che lasceranno spazio a quelle più forti e solide.

Tecniche colturali maggiorana

Se si desidera seminare in semenzaio, ci si dovrà procurare prima una cassetta di plastica o legno bassa e chiusa sui lati, all’interno della quale andrà sistemato il terreno composto; i semi, miscelati a sabbia, andranno sparsi su tutto il terreno, e andranno spinti in profondità con un’astina di legno. Il terreno andrà coperto con un telo di plastica. Come per la semina in terra, per i primi venti giorni circa, dovranno essere effettuate diverse innaffiature, cosi da favorire lo sviluppo della pianta. Quando le piantine saranno cresciute, il semenzaio andrà esposto costantemente al sole, ed andranno eliminate le piantine deboli. Meno proficue, sono le tecniche di moltiplicazione per talea, per divisione di cespi. Le pratiche colturali di cui necessita la pianta sono le classiche tecniche di cui necessitano tutte le altre appartenenti alla medesima specie.

Suggerimenti sulla coltivazione della maggiorana

Le pratiche colturali come innaffiatura, concimazione, raccolta, seguono lo stesso iter operativo seguito per le erbacee: si innaffia maggiormente nei primi mesi di vita della pianta, quindi durante la fase vegetativa, per poi diradare il numero delle innaffiature necessarie; la media è di una/due volte a settimana, controllando sempre che il terreno sia perfettamente asciutto. Le innaffiature, possono essere effettuate anche con un nebulizzatore cosi da fornire acqua anche alla parte più superficiale della pianta. I ristagni idrici, sono particolarmente temuti dalla maggiorana, per cui vanno attentamente evitati. Il processo di concimazione viene eseguito prima della semina, ma per le piante di maggiorana più rigogliose, è preferibile diluire azoto nel terreno, durante la fase di riposo vegetativo. La pacciamatura va eseguita con l’avvicinarsi dell’afa, in modo da permettere al terreno di restare fresco: si esegue aggiungendo paglia e rametti su tutta la superficie.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per seminare la maggiorana?
    La maggiorana si semina generalmente in primavera, quando le temperature iniziano a stabilizzarsi e non vi è più rischio di gelate tardive, poiché la pianta teme il freddo sotto lo zero. È possibile anticipare la semina in semenzaio protetto verso febbraio-marzo per avere piantine robuste da trapiantare successivamente. In alternativa, si può procedere direttamente in piena terra da aprile in poi, sfruttando il clima mite necessario allo sviluppo. L'importante è garantire un'esposizione soleggiata fin dall'inizio, dato che la luce è fondamentale per un corretto accrescimento e per sviluppare il tipico aroma intenso.
  • Come preparare il terreno prima della semina?
    Prima di seminare, il terreno deve essere lavorato approfonditamente mediante vangatura per renderlo soffice, fresco e ben areato, aspetto cruciale visto che le radici della maggiorana non penetrano in profondità. È consigliabile aggiungere letame maturo per arricchire il suolo di nutrienti, operando questa concimazione di base prima della semina. Dopo aver distribuito il concime, si ricopre con zolle di terra per livellare e compattare leggermente il letto di semina. Il substrato ideale deve essere morbido, fertile e soprattutto dotato di un'ottima capacità drenante per evitare il ristagno idrico.
  • Quanto spesso bisogna annaffiare la maggiorana?
    Durante i primi mesi di vita e nella fase vegetativa attiva, la maggiorana richiede annaffiature più frequenti, mediamente una-due volte a settimana, verificando sempre che il terreno sia asciutto in superficie prima di intervenire. Si consiglia di usare un nebulizzatore o spruzzino per bagnare delicatamente anche la parte aerea senza compattare il suolo. Man mano che la pianta matura, le irrigazioni possono essere diradate. Attenzione ai ristagni idrici: la maggiorana li teme fortemente e possono causare marciumi radicali, quindi assicurarsi che il terreno sia sempre ben drenato.
  • Si può coltivare la maggiorana in vaso?
    Sì, la maggiorana si adatta bene alla coltivazione in vaso, purché si rispettino alcune condizioni fondamentali. Il contenitore deve essere sufficientemente ampio per permettere lo sviluppo dell'apparato radicale e, soprattutto, deve avere fori di drenaggio efficaci per evitare il ristagno dell'acqua. Utilizza un terriccio morbido, fertile e ben drenante, eventualmente mescolato con sabbia. Posiziona il vaso in un luogo molto soleggiato, poiché la pianta ha bisogno di molta luce per crescere sana. Ricorda di annaffiare con moderazione, lasciando asciugare il terreno tra un intervento e l'altro, e proteggi la pianta dalle gelate invernali spostandola in ambiente riparato.
  • Come e quando raccogliere le foglie di maggiorana?
    La raccolta delle foglie può iniziare non appena la pianta ha sviluppato una buona vegetazione, solitamente dopo alcuni mesi dalla semina. Per ottenere il massimo aroma, raccogli le foglie al mattino, dopo che la rugiada si è asciugata ma prima che il caldo intenso ne disperda gli oli essenziali. Taglia i rametti esterni o le sommità delle piante per incoraggiare una crescita più cespugliosa e vigorosa. Evita di prelevare troppe foglie contemporaneamente dalla stessa pianta per non indebolirla. Se intendi conservarla, puoi essiccarla all'ombra in luoghi aerati o congelare le foglie fresche per mantenerne il profumo a lungo.