Casapratica.it · guide e consigli pratici
Impianti · Riscaldamento per la Casa

Scelta per riscaldamento casa

Aggiornato il 03 dicembre 20144 capitoli4 domande frequenti
impianto

Impianto di riscaldamento tradizionale

L'impianto di riscaldamento tradizionale è formato da una caldaia in cui viene bruciato un combustibile. Quest'ultimo può essere carbone, gas metano oppure gpl. Il carbone ormai è caduto in disuso per gli impianti domestici. Tra il metano e il gpl è consigliabile scegliere il primo per efficienza e anche per costi d'esercizio. Contestualmente all'installazione della caldaia vengono installati i termosifoni, che possono essere inseriti in qualsiasi ambiente. I costi per l'installazione dell'impianto sono piuttosto bassi: si consideri che attualmente un impianto costituito da una caldaia e 8-9 termosifoni per una superficie complessiva di 120-150 metri quadri, costa intorno ai 5000 euro. L'aggiunta di un termosifone comporta un costo che varia intorno ai 1000 euro.

Impianto fotovoltaico termico

Un impianto fotovoltaico termico permette lo sfruttamento di un'energia rinnovabile e un rendimento maggiore rispetto ad un impianto tradizionale. La schema di funzionamento è lo stesso che per un fotovoltaico tradizionale: questo prevede l'installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto. Questi sono costituiti in silicio e permettono di captare l'energia luminosa dei raggi solari. Per sfruttare al massimo questo tipo di impianto conviene installare un buon numero di pannelli solari, almeno 9 metri quadri per una superficie di 150 metri quadri. Inoltre, bisogna prevedere l'installazione di uno o più serbatoi ciascuno di 1500-2000 litri di capacità. Il costo per nove metri quadri di pannelli si aggira attorno ai 9000-10000 euro. Si consideri, comunque, che molte regioni permettono di usufruire di sgravi fiscali e detrazioni.

Impianto geotermico

L'impianto geotermico permette di sfruttare solo l'energia proveniente dall'interno della Terra. Nel nucleo terrestre, infatti, avvengono continuamente reazioni nucleari che generano calore. L'impianto presenta dei costi iniziali di circa 20000 euro, per una superficie di 150 metri quadri. Questo oneroso investimento, comunque, può essere ammortizzato grazie ai bassi costi di esercizio e mantenimento. L'impianto può essere installato ovunque, su qualunque terreno e a qualsiasi altitudine. Il sistema prevede lo scambio di calore con il terreno. Quest'ultimo presenta una temperatura costante di circa 15 gradi, per cui l'impianto consente non solo il riscaldamento, ma anche il raffreddamento. Mediante sonde geotermiche viene prelevato il calore, poi opportunamente convogliato mediante pompe geotermiche all'interno dell'abitazione.

Impianto riscaldamento ibrido

Attualmente sono presenti in commercio degli impianti di riscaldamento ibridi, che prevedono l'installazione di una caldaia interna funzionante a metano o gpl, e un sistema esterno costituito da piccole pompe di calore. Il sistema è particolarmente conveniente se si considerano i costi iniziali, e se si considera che può essere installato anche su case che non sono di nuova costruzione. Di conseguenza, l'installazione è consentita anche durante una ristrutturazione. La caldaia a condensazione è collegata alla pompa di calore mediante due tubazioni. Il sistema integra anche uno scambiatore acqua/gas con refrigerante e un sistema di gestione idraulico ed elettronico. Installando l'impianto, inoltre, così come confermato dall'agenzia Enea, è possibile usufruire del 65% di detrazioni fiscali in 10 anni.

Domande frequenti

  • Quale è il costo indicativo per installare un impianto di riscaldamento tradizionale in un appartamento di medie dimensioni?
    Per un appartamento di circa 120-150 metri quadri, il costo totale per un impianto tradizionale composto da una caldaia e 8-9 termosifoni si attesta generalmente intorno ai 5000 euro. Questo prezzo include sia l'acquisto delle apparecchiature che la manodopera per l'installazione completa. È importante considerare che ogni ulteriore termosifone aggiunto successivamente comporterà un costo aggiuntivo medio di circa 1000 euro. Sebbene i costi iniziali siano contenuti rispetto ad altre tecnologie, bisogna valutare anche le spese di gestione e combustibile nel lungo periodo, optando preferibilmente per il gas metano per garantire migliori efficienze operative.
  • È vero che il carbone è ancora utilizzato negli impianti domestici moderni?
    No, il carbone è ormai completamente caduto in disuso per gli impianti di riscaldamento domestici. Le normative ambientali moderne e l'inefficienza energetica di questa fonte hanno reso obsoleto il suo utilizzo nelle abitazioni private. Oggi, tra i combustibili fossili tradizionali, le opzioni principali rimangono il gas metano e il GPL. Il gas metano è generalmente consigliato per la sua maggiore efficienza operativa e per i costi di esercizio inferiori rispetto al GPL. La transizione verso fonti rinnovabili o sistemi ibridi sta ulteriormente riducendo la dipendenza dai combustibili solidi come il carbone.
  • Quali sono i vantaggi economici e ambientali di un impianto geotermico nonostante il costo iniziale elevato?
    Sebbene l'investimento iniziale per un impianto geotermico sia significativo, stimato intorno ai 20.000 euro per una superficie di 150 mq, esso offre vantaggi economici notevoli nel tempo grazie ai bassissimi costi di esercizio e manutenzione. Il sistema sfrutta la temperatura costante del sottosuolo (circa 15 gradi), permettendo non solo il riscaldamento in inverno ma anche il raffrescamento estivo senza consumi elevati. Questa doppia funzionalità e l'indipendenza dalle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili permettono di ammortizzare rapidamente il costo iniziale. Inoltre, essendo un sistema pulito, contribuisce significativamente alla riduzione dell'impatto ambientale domestico.
  • Cosa si intende per impianto di riscaldamento ibrido e quali agevolazioni fiscali offre?
    Un impianto di riscaldamento ibrido combina una caldaia interna (solitamente a condensazione alimentata a metano o GPL) con un sistema esterno basato su piccole pompe di calore. Questa soluzione è ideale per ristrutturazioni o case esistenti, poiché non richiede grandi opere infrastrutturali. Il sistema integra scambiatori e gestori elettronici per ottimizzare l'efficienza. Un vantaggio cruciale è la possibilità di accedere a importanti sgravi fiscali: secondo dati ENEA, è possibile ottenere una detrazione fiscale del 65% ripartita in 10 anni, rendendo l'investimento molto più accessibile e garantendo un risparmio immediato sulle bollette energetiche grazie alla sinergia tra le due tecnologie.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche