Luce al Neon

Illuminare

Quanto consuma una luce al neon

Se quanto consuma una luce al Neon non era certo il primo problema che si affrontava quando in passato si progettava un impianto di illuminazione, ai giorni nostri il consumo energetico è diventato un fattore prioritario, al pari dell’estetica e del design.

di Redazione

23 marzo 2015

Le lampade al Neon

Le lampade al Neon sono il classico esempio di connubio fra utilità e design. I tubi luminosi al Neon possono essere infatti prodotti in svariate forme e dimensioni, a seconda dell’arredo e del contesto in cui devono essere inseriti. Il termine lampada al Neon è ormai esteso universalmente per identificare quel tipo di lampade che producono illuminazione attraverso l’eccitazione di un gas a bassa pressione. Il primo gas utilizzato in tal senso, fu appunto il Neon, un gas nobile che se sottoposto a eccitazione produce una radiazione rosso-arancio. Oggigiorno i tubi luminosi sono riempiti di gas diversi (talvolta addizionati di altri elementi come mercurio e alogeni) al fine di ottenere colorazioni diverse e luminosità più o meno intense. Le lampade al Neon hanno avuto negli anni un notevole successo, soprattutto per la maggior efficienza in termini di conversione dell’energia elettrica in energia luminosa, rispetto alle tradizionali lampade a incandescenza. In tempi moderni, però, si bada non solo alla luminosità ma anche al consumo energetico. Il problema di quanto consuma una luce al Neon, diventa quindi attuale e di primaria importanza.

Funzionamento delle lampade al Neon

Le lampade al Neon sono costituite da un tubo di vetro, riempito di un gas a bassa pressione. In un’estremità del tubo è posto un condensatore elettrico, un apparecchio in grado di generare scariche elettriche. Quando si aziona l’interruttore della lampada, la corrente arriva al condensatore. La scarica che si genera di conseguenza, trasferisce energia alle molecole di gas più vicine al condensatore, fornendo energia cinetica e facendo in modo che le molecole, dallo stato di quiete, passino a uno stato eccitato. Questa è una condizione estremamente instabile per atomi e molecole, le quali tenderanno a liberarsi dell’energia in eccesso per ritornare al loro stato di quiete. Le molecole eccitate tendono a muoversi e urtando le molecole vicine, trasferiscono energia eccitandole a loro volta. Si ottiene in questa maniera una reazione a catena il cui risultato finale è un plasma che si diffonde in maniera uniforme in tutto il tubo di vetro. Il plasma fornisce sia calore che energia radiante, a seconda della quantità di gas presente e della potenza del condensatore. L’energia radiante emessa è quella che di fatto viene utilizzata a scopo di illuminazione.

Quanto consuma una luce al Neon

Le luci al Neon sono estremamente diffuse per merito del loro basso costo e dell’efficienza notevolmente superiore rispetto alle tradizionali lampade a incandescenza. In queste ultime, infatti, la gran parte dell’energia fornita, viene dissipata in calore e solo una minima parte viene convertita in energia raggiante. Quanto consuma una luce al Neon dipende dalle caratteristiche del trasformatore, dalle dimensioni del tubo, dal tipo di gas utilizzato e dalla sua pressione. Tipicamente, però, è possibile stimare un consumo medio di 4 W per un tubo di 30 centimetri. Questo significa che una lampada di 30 centimetri in funzione per 24 ore giornaliere per un intero anno, consumerebbe 35040 Wh ovvero circa 35 kWh. Assumendo un costo medio della corrente pari a 0,25 €/kWh avremo una spesa di 8,76 € annuali. Queste sono ovviamente cifre indicative suscettibili di variazioni a seconda delle caratteristiche costruttive della lampada.

Applicazioni

Le lampade al Neon sono uno dei sistemi di illuminazione più diffusi al mondo. Si trovano praticamente ovunque, dalla classiche insegne luminose presenti nei locali commerciali, alle luci negli uffici. Le lampade più piccole, sono spesso utilizzate come spie rivelatrici per rilevare la presenza o l’assenza di corrente. Il caso più tipico è il cacciavite cercafase, dove la piccola lampada posta sulla sommità del cacciavite, si illumina quando questo viene in contatto con energia elettrica rilevandone in tal modo la presenza. Fino agli inizi degli anni duemila, i tubi al Neon hanno avuto il loro periodo di massimo splendore. I giochi di luce delle lampade richiamavano nella mente luoghi dediti al divertimento e allo svago. Non a caso le famose insegne dei locali di Las Vegas hanno fatto in passato largo utilizzo di questo tipo di illuminazione. Ciononostante anche le lampade al Neon sono soggette ad alterazione, soprattutto a causa del deterioramento del vetro con conseguente perdita del gas interno. Per questa ragione alle luci al Neon vengono, sempre più spesso, preferite le luci a LED che, pur avendo una luminosità inferiore, hanno una durata più elevata.

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Domande frequenti

  • Quanto consuma effettivamente un tubo al neon per 30 cm?
    Un tubo al neon standard di 30 centimetri ha un consumo medio di circa 4 Watt. Per calcolare il consumo reale, bisogna considerare la durata di accensione: se lasciato acceso per 24 ore ogni giorno per un anno, il totale ammonta a circa 35 kWh. Considerando un costo medio dell'energia elettrica di 0,25 euro per kWh, la spesa annuale sarebbe di circa 8,76 euro. È importante notare che questi valori sono indicativi e possono variare in base alle specifiche costruttive della lampada e al trasformatore utilizzato.
  • Quali fattori influenzano il consumo energetico di una luce al neon?
    Il consumo di una lampada al neon non è fisso ma dipende da quattro fattori principali: le caratteristiche del trasformatore (o reattore), le dimensioni fisiche del tubo, il tipo di gas nobile o miscela gassosa utilizzata all'interno e la pressione specifica di tale gas. Inoltre, la composizione chimica interna può includere mercurio o alogeni per modificare colore e intensità, parametri che incidono indirettamente sull'efficienza energetica complessiva del sistema rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza.
  • Perché le luci al neon stanno venendo sostituite dai LED?
    Sebbene le luci al neon siano state storicamente molto efficienti nel convertire energia elettrica in luce rispetto alle incandescenze, oggi vengono preferite le tecnologie a LED principalmente per la durata. I tubi al neon subiscono un deterioramento fisico del vetro e perdono gradualmente il gas interno, riducendo la luminosità nel tempo. I LED offrono una vita utile significativamente più lunga, richiedono meno manutenzione e, nonostante possano avere una resa cromatica diversa, garantiscono stabilità nel tempo senza i problemi di fragilità tipici del vetro dei tubi al neon.
  • Come funziona tecnicamente l'emissione di luce in un tubo al neon?
    Il funzionamento si basa sull'eccitazione di un gas a bassa pressione contenuto in un tubo di vetro. Una scarica elettrica generata da un condensatore trasferisce energia alle molecole di gas, portandole in uno stato eccitato e instabile. Per tornare allo stato di quiete, le molecole rilasciano energia sotto forma di radiazione elettromagnetica (luce visibile) e calore. Questo processo crea un plasma diffuso uniformemente nel tubo. Il colore specifico dipende dal gas utilizzato; originariamente il neon dava una luce rosso-arancio, mentre oggi si usano miscele diverse per ottenere varie tonalità.