Schema di un impianto a goccia

Gli Impianti Idraulici

Irrigazione a goccia

Risparmiare tempo e preziose risorse idriche garantendo alle piante la giusta quantità di acqua solo quando e dove serve: è questa la filosofia alla base dell'irrigazione a goccia, un metodo peraltro molto semplice da realizzare con il fai da te in qualsiasi giardino od orto.

di Redazione

09 settembre 2014

I vantaggi dell'irrigazione a goccia

Con il termine di irrigazione a goccia si intende un tipo di irrigazione con il quale si va a somministrare ad ogni singola pianta la giusta quantità d’acqua, quando serve. Esso è costituito, generalmente, da una centralina programmabile che gestisce la quantità e la frequenza delle irrigazioni, da una linea di distribuzione principale e da una serie di linee di gocciolamento che dalla linea principale raggiungono ogni singola pianta. L’irrigazione a goccia presenza diversi vantaggi: in primo luogo consente un’irrigazione personalizzata per ogni singola pianta ed evita che l’acqua vada a contatto con il fusto e le foglie riducendo le possibilità che si sviluppino malattie fungine; inoltre, ma non meno importante, consente un notevole risparmio di acqua con grandi benefici per il nostro ambiente.

Gocciolatori ed ali gocciolanti

La somministrazione di acqua con impianto a goccia avviene tramite gocciolatori o per mezzo di ala gocciolante. I gocciolatori sono elementi singoli, che vanno posizionati alla base di ogni singola pianta. Sono tarati per erogare un flusso costante di acqua alla pressione di un bar (possono andare da 2 a 8 litri per ora o più) ed alcuni modelli sono anche regolabili per dosare la giusta quantità di acqua in funzione del tipo di terreno e del clima. L'ala gocciolante, invece, è costituita da un tubo all'interno del quale sono posizionati appositi erogatori che rilasciano un flusso costante di acqua e sono muniti di appositi filtri per evitare l'intasamento. La distanza tra gli erogatori viene definita passo, e va dai 20 centimetri fino ad arrivare anche a 50 centimetri ed oltre.

Impianto di irrigazione a goccia fai da te: la progettazione

Realizzare un proprio impianto di irrigazione a goccia fai da te è veramente semplice. In commercio sono in vendita appositi kit che contengono tutto il necessario per creare un mini impianto di qualche decina di gocciolatoi, altrimenti, in alternativa, è possibile acquistare i pezzi singolarmente. Il primo passo da compiere consiste nella progettazione su carta del nostro impianto di irrigazione: planimetria del nostro giardino, numero di piante da irrigare, distanza tra le stesse, tipi di colture e relativi fabbisogni idrici. Sulla base delle informazioni raccolte si dovranno individuare i posti migliori per far passare il tubo collettore della linea di distribuzione e le successive linee di gocciolamento e calcolare il tipo e la quantità di gocciolatori ed i relativi accessori (raccordi, tubi capillari) da acquistare.

Impianto di irrigazione a goccia fai da te: la realizzazione

Terminata la fase di progettazione è tempo di andare sul campo a sporcarsi le mani. Se abbiamo optato per una irrigazione a goccia temporizzata in automatico, la prima cosa da fare è installare la centralina ed agganciare il regolatore di pressione. Quindi si passa a sistemare la linea di distribuzione avendo cura che i tubi non intralcino le normali operazioni che si fanno in giardino. Infine, tramite la fustella foratubo si andranno a praticare dei fori in corrispondenza delle derivazioni che si intendono fare e, per mezzo dei raccordi a due vie, si collegano i tubi capillari a cui saranno collegati i gocciolatori da posizionare in corrispondenza di ogni pianta. Prima dell’arrivo delle gelate invernali, è buona prassi scollegare il programmatore dall’impianto e, tolta la batteria, riporlo in un luogo riparato ed asciutto.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza pratica tra gocciolatori singoli e ali gocciolanti?
    I gocciolatori singoli sono elementi indipendenti da posizionare alla base di ogni singola pianta, ideali per orti o aiuole dove le piante hanno distanze irregolari. Sono tarati per erogare un flusso costante (solitamente 2-8 litri/ora) e possono essere regolati in base al terreno. Le ali gocciolanti, invece, sono tubi flessibili dotati di erogatori interni distribuiti a intervalli regolari (passo di 20-50 cm). Sono più indicate per coltivazioni estese come prati o file di alberi, poiché garantiscono un'umidità uniforme lungo tutta la lunghezza del tubo, semplificando l'installazione su grandi superfici.
  • Come si dimensiona correttamente un impianto di irrigazione a goccia fai-da-te?
    La progettazione richiede una planimetria dettagliata del giardino o dell'orto. Bisogna identificare il numero esatto di piante, la distanza tra esse e i loro specifici fabbisogni idrici. In base a questi dati, si calcola la lunghezza necessaria dei tubi collettori e delle linee secondarie. È fondamentale scegliere gocciolatori con portata adatta al tipo di suolo (sabbioso o argilloso) e al clima locale. Si devono poi stimare tutte le giunzioni necessarie, inclusi raccordi a T, curve e connettori per i tubi capillari che portano l'acqua direttamente alle radici, evitando sprechi e assicurando una pressione idrica costante.
  • È obbligatorio usare una centralina programmabile per l'irrigazione a goccia?
    Non è strettamente obbligatorio, ma è altamente consigliato per massimizzare i vantaggi del sistema. Una centralina permette di automatizzare l'erogazione dell'acqua, somministrandola nelle ore più fresche (alba o tardo pomeriggio) per ridurre l'evaporazione. Questo garantisce che ogni pianta riceva la dose giusta senza intervento umano, ottimizzando il risparmio idrico. Inoltre, l'automazione previene il rischio di dimenticanze durante periodi di assenza o ondate di calore. Se si sceglie il fai-da-te manuale, bisogna ricordare di spegnere manualmente l'impianto dopo ogni sessione per evitare ristagni dannosi.
  • Come si installano fisicamente i gocciolatori sui tubi principali?
    Dopo aver posato il tubo di distribuzione principale, si utilizza uno strumento specifico chiamato fustella foratubo. Questa attrezzo permette di praticare fori precisi nel tubo senza danneggiarne la struttura. In ciascun foro si inserisce un raccordo a due vie (o un adattatore diretto), al quale si collega un breve tubo capillare. All'estremità di questo tubicino si fissa il gocciolatore, posizionandolo esattamente alla base della chioma della pianta. Questa configurazione assicura che l'acqua penetri direttamente nel terreno vicino alle radici, minimizzando le perdite per evaporazione e mantenendo asciutte foglie e fusti per prevenire malattie fungine.
  • Cosa bisogna fare per proteggere l'impianto durante l'inverno?
    Prima dell'arrivo delle prime gelate, è essenziale preparare l'impianto per evitare danni causati dal ghiaccio. La procedura corretta prevede di scollegare la centralina programmabile dall'alimentazione idrica e di rimuovere le batterie se presenti. L'elettronica deve essere conservata in un luogo riparato, asciutto e al riparo dal freddo intenso. Per quanto riguarda i tubi e i componenti idraulici, è buona norma svuotarli completamente dall'acqua residua o utilizzare aria compressa per soffiare via eventuali liquidi rimasti nelle linee. Questo impedisce che il congelamento dell'acqua espanda i materiali, causando crepe o rotture nei tubi e nei gocciolatori.