La dichiarazione di conformita impianto elettrico: cenni normativa
La conformità degli impianti elettrici è stabilita ricorrendo alla data di realizzazione: se gli impianti sono stati realizzati prima del 27 Marzo 2008, data di entrata in vigore dell'ultima legge che disciplina la materia, si considerano a norma se conformi alla normativa precedentemente in vigore documentata dalle dichiarazioni dell'installatore. Mancando eventuali dichiarazioni si può redarre la cosiddetta Dichiarazione di Rispondenza che va compilata da un professionista del settore con provata esperienza o abilitato da almeno 5 anni. Altra data importante è il 13 Marzo 1990. Gli impianti realizzati prima di quella data, per essere dichiarati a norma dal professionista devono essere sezionati nelle componenti Luce e Forza e avere le dovute protezioni dalle sovracorrenti e impianto di messa a terra.
Professionisti degli impianti elettrici
Generalmente la progettazione e realizzazione degli impianti elettrici in modo che siano conformi alla normativa vengono affidati a professionisti abilitati iscritti all'albo artigiani che ne attesta le competenze. Nel caso degli elettricisti questi requisiti sono specificati nella normativa nazionale e certificano le abilità pratiche e le capacità tecniche del professionista. Per la categoria esistono specifici requisiti che vanno dal titolo di studio fino all'assolvimento degli obblighi formativi di aggiornamento. Per quanto riguarda le case e le unità abitative singole non è necessario produrre copia del progetto che è invece obbligatorio registrare per immobili residenziali con più di 400mq o per potenza installata maggiore di 6 kW. La conformità dell'impianto si estende a tutti i suoi componenti dal quadro elettrico principale fino alle prese e agli interruttori di corrente.
Il quadro di corrente
Particolare attenzione è bene dedicare ai quadri elettrici che sono parte integrante dell'impianto. Il loro assemblaggio deve rispettare le normative vigenti, deve essere posizionato all'interno di opportune scatole, in un luogo facilmente raggiungibile, e dotato di tutta la serie di interruttori necessari a interrompere la corrente all'interno dell'abitazione o sul luogo di lavoro. Posizionato in scatole vicine al contatore o incassato nel muro, al suo interno racchiude tutti i diversi tipi di interruttori, dai salvavita differenziali agli interruttori magnetotermici, fino ai portafusibili e dispositivi di protezione dai fulmini (facoltativi). L'interruttore differenziale svolge la cosiddetta funzione di "salvavita", rileva eventuali perdite di tensione scaricate verso terra e apre il circuito inibendo il passaggio di corrente elettrica.
Altre precauzioni obbligatorie
Gli interruttori magnetotermici consentono di sezionare l'impianto in più parti escludibili e di evitare il rischi di cortocircuito o di sovraccarico. Gli interruttori sono calibrati per diversi valori di corrente e consentono di interrompere il flusso di corrente rilevando sbalzi di tensione da sovraccarico o eccesso di corrente per cortocircuito. Il sezionamento dell'impianto obbligatorio per legge prevede la divisione delle linee in forza e luce. Importante è la certificazione di messa a terra dell'impianto che deve essere rilasciata dai professionisti del settore. La conformità dell'impianto realizzato nuovo deve riguardare obbligatoriamente tutti i punti luce della casa che devono essere dotati di prese di sicurezza, scatole di derivazione e interruttori conformi alla normativa in vigore.