Cavi elettrici

Gli Impianti Elettrici

Dichiarazione di conformita impianto elettrico

Il decreto DM 37/2008 costituisce la legge a cui conformarsi nella dichiarazione di conformita impianto elettrico, inoltre disciplina gli interventi su impianti esistenti e le norme di progettazione di nuovi impianti. Va sempre richiesto ai professionisti del settore abilitati.

di Redazione

19 gennaio 2015

La dichiarazione di conformita impianto elettrico: cenni normativa

La conformità degli impianti elettrici è stabilita ricorrendo alla data di realizzazione: se gli impianti sono stati realizzati prima del 27 Marzo 2008, data di entrata in vigore dell'ultima legge che disciplina la materia, si considerano a norma se conformi alla normativa precedentemente in vigore documentata dalle dichiarazioni dell'installatore. Mancando eventuali dichiarazioni si può redarre la cosiddetta Dichiarazione di Rispondenza che va compilata da un professionista del settore con provata esperienza o abilitato da almeno 5 anni. Altra data importante è il 13 Marzo 1990. Gli impianti realizzati prima di quella data, per essere dichiarati a norma dal professionista devono essere sezionati nelle componenti Luce e Forza e avere le dovute protezioni dalle sovracorrenti e impianto di messa a terra.

Professionisti degli impianti elettrici

Generalmente la progettazione e realizzazione degli impianti elettrici in modo che siano conformi alla normativa vengono affidati a professionisti abilitati iscritti all'albo artigiani che ne attesta le competenze. Nel caso degli elettricisti questi requisiti sono specificati nella normativa nazionale e certificano le abilità pratiche e le capacità tecniche del professionista. Per la categoria esistono specifici requisiti che vanno dal titolo di studio fino all'assolvimento degli obblighi formativi di aggiornamento. Per quanto riguarda le case e le unità abitative singole non è necessario produrre copia del progetto che è invece obbligatorio registrare per immobili residenziali con più di 400mq o per potenza installata maggiore di 6 kW. La conformità dell'impianto si estende a tutti i suoi componenti dal quadro elettrico principale fino alle prese e agli interruttori di corrente.

Il quadro di corrente

Particolare attenzione è bene dedicare ai quadri elettrici che sono parte integrante dell'impianto. Il loro assemblaggio deve rispettare le normative vigenti, deve essere posizionato all'interno di opportune scatole, in un luogo facilmente raggiungibile, e dotato di tutta la serie di interruttori necessari a interrompere la corrente all'interno dell'abitazione o sul luogo di lavoro. Posizionato in scatole vicine al contatore o incassato nel muro, al suo interno racchiude tutti i diversi tipi di interruttori, dai salvavita differenziali agli interruttori magnetotermici, fino ai portafusibili e dispositivi di protezione dai fulmini (facoltativi). L'interruttore differenziale svolge la cosiddetta funzione di "salvavita", rileva eventuali perdite di tensione scaricate verso terra e apre il circuito inibendo il passaggio di corrente elettrica.

Altre precauzioni obbligatorie

Gli interruttori magnetotermici consentono di sezionare l'impianto in più parti escludibili e di evitare il rischi di cortocircuito o di sovraccarico. Gli interruttori sono calibrati per diversi valori di corrente e consentono di interrompere il flusso di corrente rilevando sbalzi di tensione da sovraccarico o eccesso di corrente per cortocircuito. Il sezionamento dell'impianto obbligatorio per legge prevede la divisione delle linee in forza e luce. Importante è la certificazione di messa a terra dell'impianto che deve essere rilasciata dai professionisti del settore. La conformità dell'impianto realizzato nuovo deve riguardare obbligatoriamente tutti i punti luce della casa che devono essere dotati di prese di sicurezza, scatole di derivazione e interruttori conformi alla normativa in vigore.

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Domande frequenti

  • Chi ha il potere legale di firmare la dichiarazione di conformità per un impianto elettrico?
    Solo i professionisti abilitati iscritti all’albo degli artigiani o ingegneri/architetti possono rilasciare la Dichiarazione di Conformità. È fondamentale verificare che il tecnico possieda i requisiti specifici previsti dalla normativa nazionale, inclusi titoli di studio e aggiornamenti professionali continui. Non basta essere un semplice elettricista generico; serve una qualifica riconosciuta che garantisca la competenza tecnica sulla progettazione e installazione. Firmare documenti falsi o non autorizzati comporta gravi responsabilità civili e penali.
  • Qual è la differenza tra Dichiarazione di Conformità e Dichiarazione di Rispondenza?
    La Dichiarazione di Conformità si applica agli impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008, data di entrata in vigore del D.M. 37/2008, attestando che tutto è stato eseguito a regola d'arte secondo le norme vigenti. Se manca questa documentazione per un impianto vecchio, si può richiedere una Dichiarazione di Rispondenza, compilabile solo da un professionista con almeno cinque anni di esperienza comprovata. Questa seconda dichiarazione certifica che l'impianto, pur non essendo stato documentato originariamente, risulta comunque sicuro e conforme agli standard tecnici attuali dopo verifica.
  • Quando è obbligatorio registrare il progetto elettrico presso il Comune?
    La registrazione del progetto è obbligatoria solo per immobili residenziali con una superficie superiore a 400 mq o per impianti con una potenza installata maggiore di 6 kW. Per la maggior parte delle abitazioni private standard, non è necessario presentare la copia del progetto, ma resta vincolante la Dichiarazione di Conformità finale. Questa distinzione aiuta a snellire le procedure burocratiche per le piccole utenze domestiche, mantenendo però rigorosi controlli per grandi complessi o consumi elevati.
  • A cosa servono il salvavita e gli interruttori magnetotermici nel quadro elettrico?
    Il salvavita (interruttore differenziale) protegge le persone rilevando dispersioni di corrente verso terra, staccando immediatamente l'alimentazione per prevenire folgorazioni. Gli interruttori magnetotermici, invece, proteggono l'impianto e gli elettrodomestici: la parte termica interviene sui sovraccarichi prolungati, mentre quella magnetistica agisce istantaneamente in caso di cortocircuiti. Entrambi sono essenziali per la sicurezza e devono essere calibrati correttamente per isolare le porzioni di circuito interessate senza compromettere il resto dell'abitazione.