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Tipologie di viti

Aggiornato il 13 novembre 20157 capitoli5 domande frequenti
tipi di viti

Le varie tipologie di viti

Lo scopo della vite è fissare tra loro due o più parti. Essa è costituita da una barra cilindrica, solitamente metallica, sulla quale è inciso un filetto elicoidale. La barra è dotata di un'estremità appuntita e l'altra, detta testa, che può avere forme diverse, con vari tipi di attacco per l'innesto del cacciavite. Generalmente le viti sono destrorse cioè si avvitano in senso orario. Vediamo ora le tipologie di viti che si trovano in commercio, in base alle seguenti caratteristiche: la forma della testa, il tipo di innesto, l'utilizzo, i materiali costitutivi delle viti e i materiali su cui andranno usate.

Forma della testa

Ci sono sei tipi di sagome: cilindrica (TC), tonda, mezza tonda (TMT), a bottone, piana svasata (TPS) e goccia sego cioè (TGS). Questa differenza nella testa è dovuta al fatto che le vitti possono essere impiegate per lavorazioni diverse, e, soprattutto, in materiali dalla differente composizione. Esistono poi situazioni in cui la vite deve essere montata in modo quasi invisibile, senza sporgere dal supporto; in questo caso è bene utilizzare viti con testa svasata, che andranno inserite in appositi fori che consentiranno un avvitamento a filo con il supporto. In alcune lavorazioni, invece, è bene che la vite sia in rilievo e allora, in questa situazione, è necessario impiegare viti con testa cilindrica o a bottone.

Tipi di innesto

Gli innesti per il cacciavite sono di molti tipi. Analizziamo nel dettaglio le varie tipologie. Innesto a taglio La testa della vite presenta un taglio unico lineare, da un'estremità all'altra. Questo attacco è sempre meno usato perché può far scivolare con facilità il cacciavite correndo il rischio di rovinare i materiali vicini. Phillips o a croce Questo innesto, più efficace del precedente, è dotato, come dice il nome, di un'incisione a forma di croce. Ciò impedisce alla lama del cacciavite di scivolare durante il suo utilizzo. Le scanalature presentano al loro interno delle svasature che consentono al cacciavite di sollevarsi in caso di eccessiva resistenza, salvaguardando la filettatura della vite. Pozidriv Questo innesto è simile al Phillips. Ha una forma a croce più altre 4 incisioni secondarie tra le principali. Non permette il sollevamento come l'innesto precedente. Il cacciavite a croce può operare su vite Pozidriv ma non il contrario. Torx Presenta una forma a stella a 6 punte arrotondate. Era usato nei computer della Apple come sistema antimanomissione. Ora è utilizzato nei montaggi tramite sistemi robotizzati. Esagonale La testa è dotata di un foro a forma di esagono. Per avvitare questo tipo di vite si usa una chiave a sezione esagonale a froma di L o di T. Questo innesto è chiamato in tre altri modi: a brugola, Allen e TCE (testa cava esagonale). Robertson Il foro è quadrato e si usa in particolare in Canada. Tri-Wing L'innesto ha 3 incisioni che partono dal centro, a stella, formando una specie di Y. Questa tipologia di vite è usata in dispositivi per videogiochi e cellulari.

Utilizzo delle viti

Le viti semplici hanno bisogno di un preforo eseguito col trapano, prima di essere avvitate. Le viti autofilettanti non necessitano di preforo e si avvitano creando da sé la filettatura all'interno del materiale, grazie all'estremità appuntita e la forma a barra conica che permettono un'efficace penetrazione. Le viti autofilettanti si utilizzando, di solito, per materiali teneri e malleabili, come possono essere il legno e il cartongesso, mentre per l'acciaio, è bene che il filetto sia già predisposto.

Materiali delle viti

Le viti generalmente sono costituite di materiali resistenti in quanto devo supportare un certo carico sia nell'avvitamento che quando si trovano in posizione. Sul mercato troviamo viti di acciaio (le più usate), ottone ,rame e titanio. Quando devono essere avvitate su parti soggette a corrente elettrica, devono essere di materiali isolanti come vetro e ceramica o nylon e teflon. In presenza di prodotti corrosivi si utilizzano, di solito, viti in bronzo, acciaio inossidabile o titanio. La resistenza a questi prodotti può anche essere aumentata attraverso l'utilizzo di processi elettrolitici come zincatura o brunitura.

Viti per il legno

Per questo materiale si usano viti autofilettanti con innesto Pozidriv avvitabili sia manualmente che tramite avvitatore elettrico. Per poter nascondere la testa, una volta avvitata, bisogna far penetrare a fondo la vite (per due terzi dello spessore, assicurando così la giusta resistenza) e poi coprire con stucco. Naturalmente il tipo di vite impiegato andrà scelto in relazione al tipo di risultato che si intende ottenere; per particolari lavorazioni, infatti, sarà possibile impiegare viti con una testa a vista, che possa diventare parte della lavorazione finale e un elemento decorativo aggiuntivo.

Viti per diversi materiali

Per quanto riguarda le viti per il metallo, vengono utilizzate maggiormente viti con corpo parzialmente o totalmente filettato, con testa esagonale. Mentre quando si lavora con il cartongesso è bene impiegare viti completamente filettate a testa piana svasata che non segnino il pannello e che possano essere sistemate a filo del supporto. Ovviamente il tipo di vite da utilizzare va valutato caso per caso, in base alle differenti esigenze di resistenza e di efficienza.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra viti autofilettanti e viti tradizionali?
    La differenza sostanziale risiede nella preparazione del materiale. Le viti autofilettanti sono progettate per creare autonomamente la filettatura nel materiale durante l'avvitamento, grazie alla loro punta affilata e alla forma conica del corpo; pertanto, non richiedono un foro preliminare. Al contrario, le viti tradizionali necessitano obbligatoriamente di un preforo praticato con il trapano per garantire il corretto inserimento e evitare di danneggiare il materiale. Le autofilettanti sono ideali per materiali teneri come legno e cartongesso, mentre per metalli duri come l'acciaio è preferibile usare viti con filettatura già esistente.
  • Quale tipo di innesto scegliere per evitare che il cacciavite scivoli via?
    L'innesto a taglio lineare è il meno consigliato poiché tende a far scivolare facilmente il cacciavite, rischiando di graffiare il materiale circostante. Per una maggiore stabilità, si consiglia l'innesto Phillips (a croce), che grazie alle sue scanalature interne permette al cacciavite di sollevarsi leggermente in caso di troppa resistenza, proteggendo la vite. Un'alternativa valida è il Pozidriv, simile al Phillips ma con quattro incisioni secondarie aggiuntive per una presa ancora più salda, anche se non prevede lo stesso effetto di sollevamento. Per lavori professionali o robotizzati, il Torx (a stella) offre una trasmissione della coppia eccellente riducendo al minimo lo slittamento.
  • Come si installano le viti per il cartongesso per renderle invisibili?
    Per il cartongesso è fondamentale utilizzare viti completamente filettate con testa piana svasata. La testa svasata permette alla vite di inserirsi perfettamente nel foro senza sporgere, mentre la filettatura completa garantisce una presa sicura nel sottile guscio di cartone. Una volta avvitate, le teste devono rimanere a filo con la superficie del pannello per non crearne segni o irregolarità. Successivamente, per una finitura perfetta, è opportuno coprire i punti di fissaggio con stucco specifico per cartongesso, livellandoli con il resto della parete per nascondere completamente la vite.
  • Quale materiale usare per le viti in ambienti umidi o corrosivi?
    In presenza di umidità elevata, agenti atmosferici o prodotti chimici corrosivi, le viti standard in acciaio potrebbero arrugginire rapidamente. In questi casi, è indispensabile optare per materiali resistenti alla corrosione come l'acciaio inossidabile, il bronzo o il titanio. È possibile aumentare ulteriormente la protezione di viti in acciaio mediante trattamenti superficiali elettrolitici come la zincatura o la brunitura. Se la vite deve essere utilizzata in contesti elettrici specifici, si rendono necessari materiali isolanti come nylon, teflon, vetro o ceramica per prevenire cortocircuiti.
  • Quando è preferibile usare viti con testa svasata rispetto a quelle cilindriche?
    La scelta dipende dall'estetica e dalla funzione finale del fissaggio. Si scelgono viti con testa svasata (TPS) quando si desidera che la vite sia montata a filo con il supporto, risultando quasi invisibile e non sporgente; ciò richiede l'uso di appositi fori preparati per accogliere la forma conica della testa. Al contrario, si preferiscono viti con testa cilindrica o a bottone quando la vite deve restare in rilievo. Queste ultime sono spesso scelte per motivi estetici, dove la testa diventa parte integrante del design, oppure quando è necessaria una maggiore superficie di contatto per distribuire meglio il carico senza affondare nel materiale.

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