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Attrezzi per giardino

La zappa

La zappa è uno strumento usato dall’uomo fin dal neolitico e resta ancora oggi uno dei fondamentali strumenti per l’agricoltura. Sembra facile sapere come si usa, ma l’uso non è così semplice e intuitivo: serve una certa pratica per usarla al meglio e fare meno fatica possibile.

di Redazione

15 luglio 2014

Composizione

La zappa è un utensile molto usato in agricoltura ed è costituita da una lama robusta di ferro che in genere è quadrata, ma a volte può essere anche trapezoidale oppure triangolare. Questa lama tagliente e dura è infissa a un manico che è in genere fatto di legno oppure anche di metallo leggero. Oggi in commercio esistono anche dei modelli moderni che hanno il manico di plastica molto dura, ma si usano in genere per giardinaggio. Questo manico che è diritto, ha una lunghezza che può andare dai 35 centimetri fino ai 70 centimetri, ma può arrivare anche fino al metro. L’angolo che la lama forma con il manico è originariamente retto, ma più spesso la lama forma con il suo manico un angolo che è inferiore ai 90°. Quindi nel complesso, vista lateralmente, è un arnese che ha un aspetto leggermente ricurvo.

Come si usa la zappa

Questo strumento deve la sua creazione alla nascita dell'agricoltura nel mondo ed è un utensile diffuso un po’ ovunque. È a tutti gli effetti un attrezzo ad uso manuale e serve per poter lavorare la terra, ossia si usa per rompere il terreno, per estirpare le erbe inutili oppure nocive e per tanti altri piccoli usi in agricoltura. Si tratta comunque di uno strumento usato in genere per la coltivazione di piccolo genere. In Europa è usata ancora per colture come le vigne, nella quale è preferita alla vanga. È un utensile agricolo soprattutto caratteristico di una coltura senza l’aratro e occupa un dominio piuttosto limitato, cioè in Europa, in Africa settentrionale, in Asia escludendo il Nord Est e l'Indonesia orientale. Nei territori in cui non si usa l'aratro però ci sono enormi distese che sono senza coltivazione e il territorio restante viene trattato spesso con un apposito bastone per lo scavo, piuttosto primitivo: un bastone unico ma con un pezzo di ramo lateralmente, con la forma di un uncino.

La zappa nell’antichità

Il suo primo uso risale al periodo neolitico quando l’uomo fece i primi progressi tecnici, raffinando le tecniche litiche, come la levigazione delle pietre che creavano arnesi taglienti come le asce, le frecce e le lance. Ma fu creato anche questo nuovo arnese che consentì di facilitare le pratiche agricole: grazie a una lama che era fissata a un lungo manico in legno, la terra veniva rotta per poter deporre i semi e rimuovere le erbacce con una maggior efficacia dalle radici. Il suo nella coltivazione dei cereali permise di preparare vaste estensioni di suoli in modo da poter soddisfare tutte le esigenze per l’alimentazione delle comunità numerose e per permettere la produzione di cereali sicuramente superiore al necessario.

I diversi tipi

La zappa può essere di due principali tipi di cui una variante grande e delle varianti più piccole. In particolare esiste lo zappone che è un tipo molto più robusto, che ha una lunga lama molto appuntita. Questa tipologia è usata per riuscire a lavorare quei terreni che sono duri in modo particolare e anche sassosi. Viene ad esempio utilizzata per tirare fuori le patate, le bietole e anche altri tipologie di tuberi. Poi esiste la zappetta che invece viene utilizzata per vari lavori di giardinaggio oppure per estirpare, fin dalla radice, l'erba nociva. Su questo utensile esiste una piccola curiosità che riguarda un termine locale di questo arnese in una regione italiana: nella zona di Lucca infatti esiste un tipo particolare, detto "marrello". Nel dialetto lucchese questo termine si pronuncia "marello", ossia quel fenomeno che viene chiamato "degeminazione". Questo tipo di utensile ha un angolo tra la lama e il manico che è di circa 45° e viene usato principalmente per fare dei solchi nella terra o per estrarre le verdure e le patate.

Domande frequenti

  • Come si impugna correttamente la zappa per evitare affaticamento?
    L'impugnatura corretta è fondamentale per sfruttare la leva e ridurre lo sforzo fisico. Generalmente, si tiene il manico con una mano vicino alla base e l'altra più in alto, permettendo alla lama di penetrare nel suolo con il peso dello strumento stesso piuttosto che con forza bruta. È importante mantenere la schiena diritta e usare le gambe per spingere, non solo le braccia. Se il manico è troppo corto (< 35 cm), costringe a chinarsi eccessivamente; se troppo lungo (> 70-80 cm), riduce il controllo. Adatta la presa all'altezza della lama: per zappare superficialmente, mani più vicine; per scavare in profondità, mani distanziate.
  • Qual è la differenza principale tra zappa e zappone?
    La differenza risiede nella robustezza, dimensione della lama e destinazione d'uso. Lo zappone possiede una lama più lunga, larga e pesante, spesso con un angolo diverso, progettato per rompere terreni compatti, sassosi o per scavare buche profonde. È ideale per lavori pesanti come la raccolta di tuberi (patate, barbabietole) o la preparazione iniziale del suolo. La zappa classica, invece, ha una lama più piccola e leggera, perfetta per la sarchiatura superficiale, l'estirpazione delle erbacce e la lavorazione di orti domestici o vigneti, dove serve precisione e agilità.
  • Quando è meglio usare la zappetta rispetto alla zappa tradizionale?
    La zappetta è una versione ridotta della zappa, con una lama più piccola e spesso un manico più corto. Si consiglia il suo utilizzo in contesti di giardinaggio fine, orti urbani o vasi, dove la precisione è prioritaria. È eccellente per estirpare le erbacce infestanti direttamente alla radice senza danneggiare le piante coltivate vicine o per creare piccoli solchi per la semina in spazi ristretti. A differenza della zappa standard, che lavora aree più ampie, la zappetta permette un intervento mirato e delicato, riducendo il rischio di danni alle radici delle piante desiderate durante la pulizia del terreno.
  • Perché la zappa è preferita alla vanga nei vigneti?
    Nei vigneti, la zappa è spesso preferita alla vanga per motivi di spazio e delicatezza verso le radici della vite. La zappa, avendo una lama piatta e sottile, permette di lavorare il suolo tra le file delle viti con movimenti laterali o a strappo, evitando di scavare buche profonde che potrebbero tagliare le radici fini della pianta. Inoltre, la sua struttura snella facilita il lavoro in spazi stretti tra i filari. La vanga, essendo più ingombrante e destinata allo scavo verticale profondo, rischierebbe di compromettere la salute radicale della vite e richiederebbe più spazio di manovra.
  • Quale materiale del manico è consigliato: legno, metallo o plastica?
    La scelta dipende dall'uso specifico. Il legno è tradizionalmente preferito per la sua elasticità naturale, che assorbe meglio le vibrazioni durante l'uso prolungato, riducendo l'affaticamento delle braccia. Il metallo (spesso alluminio) offre massima resistenza e durata, ideale per lavori pesanti, ma trasmette più vibrazioni. La plastica dura è riservata principalmente alla giardinaggio leggera o hobbistica: è economica e resistente agli agenti atmosferici, ma meno durevole e confortevole per lavori intensivi. Per un uso professionale o frequente, legno o metallo di qualità offrono migliori prestazioni ergonomiche.