Piantagione di kiwi

Piante in Giardino

Kiwi coltivazione

La coltivazione del kiwi è molto diffusa nel nostro paese, sia nelle aziende che a livello famigliare, perchè non è molto difficile. Il kiwi può essere piantato anche in un qualsiasi giardino. Ecco come fare per coltivare questa pianta e gustare a casa i suoi succosi frutti.

di Redazione

10 novembre 2014

Kiwi coltivazione

I kiwi vengono molto coltivati nelle zone centrali e settentrionali d’Italia, tant’è che il nostro paese è ormai uno dei maggiori produttori: si tratta di una pianta rampicante molto resistente e vigorosa a foglia caduca, ha bisogno di sostegni per svilupparsi al meglio quindi bisogna sempre piantare gli esemplari vicino a un muro, o a una pergola o a un filare. Con gli anni la pianta cresce e i suoi rami diventano robusti quindi bisogna rinforzare i sostegni e renderli solidi e sicuri. Le piante di kiwi prediligono i luoghi semiombreggiati perché temono la siccità prolungata, così come le basse temperature e il gelo invernale. I rami possono essere danneggiati dal forte vento, quindi conviene piantare questa specie in una zona abbastanza riparata. Il kiwi è una pianta dioica, dunque esistono esemplari maschili ed esemplari femminili: per ottenere i frutti bisogna dunque mettere a dimora vicine sia piante maschili che piante femminili. Il rapporto deve essere di un maschio ogni sei-sette femmine, in questo modo si avranno frutti abbondanti. La moltiplicazione della pianta può essere eseguita per talea.

Kiwi terreno e potatura

Per coltivare il kiwi bisogna avere un terreno preferibilmente neutro o acido, perché queste piante non sopportano la presenza di calcare nel substrato. Prima di mettere a dimora le piante giovani, bisogna preparare il terreno, arricchendolo con torba, stallatico e sabbia in piccole quantità che rappresenta un ottimo rimedio per migliorare il drenaggio dell’area di coltivazione. I kiwi vanno potati dopo la raccolta dei frutti, dunque in autunno inoltrato, quasi alle porte dell’inverno: bisogna asportare tutti i rami che hanno fruttificato. Gli esemplari più grandi e vigorosi vanno potati anche dopo la fioritura: bisogna ridurre la lunghezza delle ramificazioni che non portano boccioli o frutti per ridare forma alla chioma e far passare più aria al suo interno. Le giovani piante appena poste a dimora vanno annaffiate bene; successivamente questa specie va annaffiata solo quando il terreno è ben asciutto, senza mai esagerare. Solo in estate l’acqua va data più spesso. Nei mesi caldi è consigliabile coprire le piante con reti ombreggianti, che aiutano a combattere il surriscaldamento e a mantenere la chioma umida al punto giusto.

Kiwi la cura e la raccolta dei frutti

Per ottenere dei frutti migliori bisogna somministrare alla pianta dei chelati di ferro nei terreni a rischio clorosi nel periodo anteriore alla ripresa vegetativa. Per il necessario apporto di azoto, fosforo e potassio basta applicare concime universale prima del germogliamento e dopo la fioritura. Normalmente il kiwi non viene colpito da parassiti o funghi; raramente si può riscontrare la presenza di cocciniglia bianca, ma in genere non serve trattare le piante con insetticidi, anche perché potrebbero danneggiare la crescita dei frutti. Il kiwi va raccolto il più tardi possibile per ottenere un’alta quantità di zuccheri nei frutti; la raccolta, però, va fatta prima che la polpa diventi molle e prima delle brinate autunnali che potrebbero rovinare i rami. Nelle grandi aziende la raccolta inizia quando gli zuccheri all’interno di un campione di kiwi raggiungono un certo livello. Per una coltivazione domestica, basta verificare che tutti i semi dei frutti siano diventati neri. Il kiwi si può conservare bene anche a lungo in ambienti non riscaldati. Per farlo maturare basta lasciarlo a temperatura ambiente, possibilmente vicino a qualche mela.

Kiwi origini e proprietà

L’actinidia chinensis, comunemente conosciuta come kiwi, è una pianta originaria della Cina, dove cresce spontaneamente, soprattutto nelle valli del fiume azzurro, lo YangTze. In occidente è arrivata grazie al missionario botanico francese Paul Guillaume Farges, il quale nel 1897 ne inviò un esemplare al vivaista Maurice De Vilmorin. Nel 1904 altri esemplari furono esportati in Nuova Zelanda, paese da cui deriva il nome kiwi: questo termine, in realtà, indica l’uccello simbolo della Nuova Zelanda. In quel periodo, poiché la diffusione fu rapida, il frutto fu identificato con il paese e fu così chiamato "kiwi fruit", ossia frutto del kiwi. Le due principali varietà del frutto sono quello verde e quello gold. Il primo è più diffuso e ha una polpa verde; il gold è più allungato, ha la polpa gialla e a differenza dell’altro, non ha peluria sulla buccia. Il kiwi ha molte proprietà benefiche perché è ricco di vitamina C, vitamina E, potassio, ferro e fibre, mentre contiene poco sodio. Grazie agli antiossidanti, il kiwi è utile per rendere la pelle più elastica e per combattere le rughe; ha poche calorie e diminuisce i trigliceridi nel sangue.

Domande frequenti

  • È obbligatorio piantare sia il maschio che la femmina di kiwi?
    Sì, il kiwi è una pianta dioica, il che significa che esistono esemplari distinti maschili e femminili. Per ottenere i frutti, è indispensabile piantare insieme entrambi i sessi. Il rapporto ideale consigliato è di un esemplare maschile per ogni sei o sette piante femminili. Questa disposizione garantisce un'impollinazione efficace e permette di raccogliere frutti abbondanti. Senza la presenza della pianta maschile, quelle femminili non produrranno alcun frutto, limitandosi a produrre foglie e fiori sterili.
  • Come devo preparare il terreno prima di piantare il kiwi?
    Il kiwi richiede un terreno preferibilmente neutro o leggermente acido, poiché non tollera la presenza di calcare. Prima della messa a dimora, è fondamentale arricchire il suolo con torba e stallatico maturo. Inoltre, aggiungere una piccola quantità di sabbia migliora notevolmente il drenaggio, prevenendo ristagni idrici dannosi per le radici. Una corretta preparazione iniziale assicura che la pianta abbia le basi solide per svilupparsi vigorosamente nei primi anni di vita.
  • Quando e come si effettua la potatura del kiwi?
    La potatura principale si esegue in autunno inoltrato, subito dopo la raccolta dei frutti e prima dell'inverno. In questa fase bisogna asportare tutti i rami che hanno già prodotto i frutti. Per le piante più grandi e vigorose, si può intervenire anche dopo la fioritura, accorciando i rami privi di boccioli floreali per dare forma alla chioma e favorire la circolazione dell'aria. Questo intervento è cruciale per mantenere la pianta sana e garantire raccolti abbondanti negli anni successivi.
  • Qual è il momento giusto per raccogliere i kiwi?
    Per una coltivazione domestica, il momento ottimale per la raccolta si verifica quando tutti i piccoli semi all'interno del frutto sono diventati neri. È importante aspettare il più astrarre possibile per massimizzare il contenuto zuccherino, ma bisogna raccogliere prima che la polpa diventi troppo morbida o prima dell'arrivo delle prime brinate autunnali. Se raccogliuti a questo stadio, i kiwi possono essere conservati a lungo in ambienti freschi e non riscaldati, maturando ulteriormente se tenuti a temperatura ambiente vicino ad altre mele.
  • Quanto spesso devo innaffiare il kiwi durante l'estate?
    Dopo la messa a dimora iniziale, le annaffiature devono essere regolari ma non eccessive. In generale, il kiwi va irrigato solo quando il terreno risulta ben asciutto in superficie, evitando sempre i ristagni. Durante i mesi estivi, tuttavia, la frequenza va aumentata poiché la pianta teme la siccità prolungata. Si consiglia inoltre di proteggere le piante con reti ombreggianti nei periodi di caldo intenso per contrastare il surriscaldamento e mantenere un'umidità adeguata nella chioma, proteggendo le foglie dall'eccessiva traspirazione.