Elemento tetto - Particolare

Il Tetto

Tetto in legno ventilato

Il tetto è una parte fondamentale di ogni edificio, dal punto di vista strutturale, architettonico e termico. Il tetto in legno ventilato può dare un grande aiuto, apportando o sottraendo energia termica, rispettivamente nel periodo invernale ed in quello estivo.

di Redazione

24 marzo 2015

Chiusura opaca orizzontale/inclinata - Il tetto

Il tetto è la chiusura opaca dell'involucro edilizio, che può assumere forma piana o inclinata. E' responsabile di buona parte degli scambi termici tra gli ambienti sottostanti e l'esterno e, per questo, è da considerarsi potenziale punto termicamente debole della struttura. Le nuove tendenze progettuali/esecutive stanno puntando l'attenzione sulla ricerca di soluzioni tetto che, massimamente, risultino efficienti ed efficaci sotto questo aspetto. Tra i materiali più usati vi è il legno e tra le scelte ingegneristico/architettoniche prevale l'elemento ventilazione. Il legno, con le sue molteplicità di applicazioni, nell'intreccio di travi e travetti, ben consente l'alloggiamento della camera di ventilazione (macroventilazione). In commercio, molte aziende propongono pacchetti pronti per la posa in opera.

Il tetto in legno ventilato

Il tetto in legno ventilato è caratterizzato dalla presenza di una camera di ventilazione, che si estende per tutta la lunghezza delle due falde, di spessore costante da dimensionare secondo le caratteristiche termiche del luogo e gli obiettivi termoigrometrici da perseguire. Tale camera, allocata sotto gli elementi di tenuta deve presentare aperture laterali all'altezza delle gronde ed una apertura unica in corrispondenza del colmo, così da garantire il continuo flusso di aria ingresso/uscita. E' questo flusso che, per il continuo ricambio di aria, in estate, evita l'accumulo di energia termica sotto manto ed impedisce la formazione di condense in inverno. Così, il calore si allontana dalla struttura in estate e l'umidità non la danneggia in inverno.

Tetto in legno ventilato - Successioni stratigrafiche

Nelle diverse puntualità di tipologie stratigrafiche, varie e molteplici, per diversità di materiali e relativi spessori, un tetto in legno ventilato è costituito, sempre, da precisi elementi caratterizzanti. Dall'esterno all'interno, essi sono: 1 - manto di copertura 2 - guaina impermeabilizzante 3 - pannello isolante 4 - barriera vapore 5 - struttura portante (in legno) Il manto di copertura generalmente è in tegole o coppi. La guaina impermeabilizzante è in materiale bituminoso o a base di sostanze naturali (es. cellulosa). Il pannello isolante è naturale (sughero, legno...) o di derivazione sintetica (polistirene EPS/XPS, poliuretano PUR...). La barriera al vapore è di natura bituminosica. La struttura portante è in legno massiccio o legno lamellare.

Il legno in edilizia - Generalità

Il legno è, da sempre, impiegato nella realizzazione dei manufatti edilizi. Per decenni, è stato rimpiazzato da un materiale strutturale molto più economico, ma meno ecosostenibile: il cemento armato. La progettazione moderna introduce, in modo sempre più forte, questo materiale come elemento strutturale nelle chiusure opache orizzontali e verticali: solai e pareti; nelle chiusure trasparenti: serramenti; nelle componenti di finitura: arredi... Naturale, versatile, biocompatibile ed ecosostenibile, perfettamente garantisce la totalità degli scambi termoigrometrici caratterizzanti gli involucri edilizi, considerati come la nostra terza pelle. Inoltre permette di realizzare strutture leggere che hanno evidenziato comportamenti migliori rispetto alle strutture pesanti in caso di eventi sismici.

Domande frequenti

  • Come funziona esattamente la ventilazione del tetto in legno e quali vantaggi offre?
    La ventilazione agisce attraverso una camera d'aria continua posizionata sotto il manto di copertura, dotata di aperture alle gronde (ingresso) e al colmo (uscita). Questo crea un effetto camino naturale grazie alla differenza di temperatura. D'estate, l'aria calda viene espulsa, impedendo il surriscaldamento degli ambienti sottostanti e riducendo i consumi per il raffrescamento. D'inverno, il flusso d'aria costante asporta l'umidità che potrebbe generare condensa, proteggendo la struttura lignea dal deterioramento e mantenendo efficiente l'isolamento termico.
  • Qual è la sequenza corretta degli strati per un tetto ventilato in legno?
    Dall'esterno verso l'interno, la stratificazione standard prevede: 1) Manto di copertura (tegole o coppi); 2) Guaina impermeabilizzante (bituminosa o naturale); 3) Pannello isolante (naturale come sughero/legno, o sintetico come polistirene/poliuretano); 4) Camera di ventilazione (spazio vuoto dimensionato termicamente); 5) Barriera al vapore (solitamente bituminosa); 6) Struttura portante in legno (massiccio o lamellare). Questa disposizione garantisce sia la tenuta all'acqua che la gestione corretta dei flussi termici e igrometrici.
  • Perché il legno è preferito rispetto ad altri materiali per tetti ventilati?
    Il legno è scelto per la sua versatilità, leggerezza e sostenibilità ambientale. A differenza del cemento armato, il legno permette di alloggiare facilmente la camera di ventilazione tra le travi senza appesantire la struttura. Inoltre, essendo un materiale poroso, favorisce gli scambi termoigrometrici naturali, evitando ristagni di umidità. La sua leggerezza migliora anche la risposta sismica dell'edificio, mentre le proprietà isolanti intrinseche contribuiscono all'efficienza energetica complessiva della costruzione.
  • Quanto deve essere spesso lo spazio di ventilazione?
    Lo spessore della camera di ventilazione non è fisso, ma va dimensionato in base alle caratteristiche climatiche specifiche del luogo e agli obiettivi termoigrometrici del progetto. Non esiste una misura universale valida per tutte le zone; un dimensionamento errato potrebbe compromettere l'efficacia dello scambio d'aria. È fondamentale affidarsi a calcoli tecnici specifici per garantire che il flusso d'aria sia sufficiente a rimuovere il calore estivo e l'umidità invernale senza causare dispersioni termiche eccessive.