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Progettazione impianti elettrici

Aggiornato il 30 marzo 20154 capitoli5 domande frequenti
Progetto di un impianto elettrico domestico

Progettazione impianti elettrici: basi di elettronica

La progettazione di impianti elettrici può essere molto rischiosa se svolta da chi non è pratico o non ha una formazione adeguata, quindi si consiglia di sapere almeno le basi di elettronica prima di proseguire nel proprio progetto; a tal proposito di seguito alcune definizioni e formule basi. Il voltaggio o tensione elettrica è misurata in Volt, quantifica il lavoro necessario per spostare una carica, da qui il termine "corrente elettrica", da un punto all'altro di un circuito elettrico e in Italia questa è pari a 220V. Con l'intensità, misurata in Ampère (A), ci si riferisce alla quantità di elettroni che si spostano in un circuito in ogni secondo, mentre in Watt (W) si indica la potenza di un apparecchio nel tempo, solitamente kwh ( chilo watt all'ora). Detto ciò è possibile ricavare in fase di progettazione di impianti elettrici il carico di un circuito con la formula VxA=W.

Quadro di distribuzione

La corrente elettrica di cui beneficiate nella vostra abitazione è distribuita tramite specifiche condutture che si collegano alla cassetta di derivazione. Solitamente la progettazione di impianti elettrici domestici prevede che la totalità dei circuiti che distribuiranno la corrente in ogni piano passino per una colonna montante per motivi di sicurezza, fino ad arrivare alla vostra abitazione, sopratutto nel caso in cui voi viviate in un appartamento. Precisamente in quel punto dovrete installare durante la progettazione di impianti elettrici il contatore che dovrà presentare alcuni morsetti, rispettivamente di fase e di neutro, attraverso la quale la corrente arriva al quadro di distribuzione. Questo avrà un interruttore generale automatico, che interrompe la trasmissione di corrente elettrica in caso di necessità, dalla ogni circuito della casa verrà approvvigionato di energia.

Scatole di derivazione: installazione e logica

Durante la progettazione di impianti elettrici è bene tenere conto della posizione del contatore e del sistema di sicurezza, in modo da poter visualizzare e segnare dove installare le prese della corrente che verranno successivamente collegate alle relative scatole di derivazione. Da tenere in considerazione a tal proposito quando si è prossimi alla progettazione di impianti elettrici, che l'impianto domestico va considerato come tre distinti circuiti a tutti gli effetti: uno per i punti luce fissi, uno per i carichi leggeri e uno per i carichi pesanti, per intenderci come lavatrici o forni. Dopo aver eseguito il cablaggio in maniera idonea ed accurata, usando cavi da 10 A con sezione di 1,5 mm quadrati per i punti luce e per le prese di forza invece vanno bene dei cavi da 20 A e 2,5 mm quadrati di sezione, unite i cavi alle scatole di derivazione. In questo modo si realizza un circuito ad anello, dove ogni nodo ha un punto di uscita e uno d'entrata.

Progettazione impianti elettrici: sicurezza e messa a terra

Fino ad ora si è parlato principalmente di come realizzare un impianto elettrico circolare o ad anello durante la progettazione impianti elettrici, le basi matematiche per potersi assicurare che l'impianto irroghi abbastanza potenza e un accenno alle norme attualmente in vigore in Italia. La sicurezza in campo di progettazione impianti elettrici rimane, tuttavia, l'aspetto e il perno sulla quale devono ruotare le precedenti azioni: la messa a terra è un elemento essenziale durante la progettazione! Se sfortunatamente ci dovessero essere problemi di scarso isolamento è possibile essere soggetti a pericoli gravi, anche mortali; per questo bisogna assicurarsi che ogni apparecchio sia collegato a terra, attraverso un conduttore di protezione, disperdendo così la corrente passando prima sul quadro di dispersione tramite il morsetto di terra.

Domande frequenti

  • Quali sono le formule base per calcolare il carico elettrico di un circuito?
    Per dimensionare correttamente un impianto elettrico domestico, è fondamentale comprendere la relazione tra tensione, intensità e potenza. La tensione (V), misurata in Volt, in Italia è standardizzata a 220V. L'intensità (I), espressa in Ampere, indica la quantità di corrente che fluisce nel circuito. La potenza (P), in Watt, rappresenta il consumo degli apparecchi. La formula chiave per il calcolo del carico è P = V x I. Ad esempio, conoscendo la potenza totale degli elettrodomestici collegati a un circuito, puoi dividere tale valore per 220V per ottenere l'amperaggio necessario e scegliere il cavo e l'interruttore appropriati.
  • Come si suddivide logicamente un impianto elettrico domestico?
    Un impianto domestico moderno deve essere suddiviso in almeno tre circuiti indipendenti per garantire efficienza e sicurezza. Il primo circuito gestisce i punti luce fissi, utilizzando cavi più sottili (sezioni da 1,5 mm²). Il secondo circuito è dedicato ai carichi leggeri, ovvero le prese di uso comune nelle stanze, con cavi da 2,5 mm². Il terzo circuito, spesso chiamato 'carichi pesanti', è riservato agli elettrodomestici ad alto assorbimento come lavatrici, forni o condizionatori, richiedendo cavi dedicati e interruttori specifici. Questa separazione evita che il salto di corrente di un apparecchio influisca sugli altri.
  • Che funzione svolge il quadro di distribuzione e cos'è la colonna montante?
    La corrente entra nell'abitazione tramite una colonna montante che proviene dal contatore aziendale. All'interno dell'unità abitativa, il quadro di distribuzione (o quadro elettrico) è il cuore dell'impianto: riceve la corrente dal contatore e la smista verso i vari circuiti interni. È dotato di un interruttore generale automatico che taglia l'alimentazione in caso di sovraccarico o cortocircuito. Ogni singolo circuito della casa parte da questo quadro, garantendo che la corrente possa essere isolata singolarmente per manutenzioni o interventi di emergenza senza dover staccare l'intera utenza.
  • Quali sezioni di cavo utilizzare per luci e prese?
    La scelta della sezione del cavo dipende dall'intensità di corrente che deve trasportare. Per i punti luce fissi, dove il consumo è limitato, si utilizzano generalmente cavi con una sezione di 1,5 mm², sufficienti per correnti fino a circa 10 Ampere. Per le prese di forza (prese di corrente generiche) e per i carichi pesanti, è obbligatorio usare cavi con sezione di 2,5 mm², capaci di gestire fino a 20-25 Ampere. Utilizzare cavi di sezione inferiore al richiesto comporta il rischio di surriscaldamento, fusione dell'isolante e potenziali incendi.
  • Perché la messa a terra è indispensabile nella progettazione?
    La messa a terra è l'elemento di sicurezza più critico per prevenire folgorazioni. Collega tutte le parti metalliche degli elettrodomestici e delle strutture a un conduttore di protezione che disperde eventuali correnti di fuga verso il terreno. Se un guasto causa un contatto accidentale tra la fase e la carcassa metallica di un apparecchio, la corrente viene deviata a terra invece di passare attraverso il corpo umano. Questo intervento attiva immediatamente gli interruttori differenziali, staccando l'alimentazione e proteggendo gli utenti da shock elettrici potenzialmente letali.

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