Come realizzare un innesto

La possibilità di fare innesti tra le piante ha favorito lo sviluppo della moderna frutticoltura. Tra le varie tecniche di "trapianto", le più importanti sono l’innesto a triangolo, quello a corona e l’innesto spacco. L’innesto produce una riproduzione agamica (o asessuata), senza quindi la necessità dell’impollinazione, trasportando le caratteristiche di una pianta in un’altra. La parte di una pianta che rende possibile la tecnica dell’innesto è chiamata "cambio" ed è posizionata tra la corteccia e le cerchie del tronco. Questo particolare tessuto determina l’accrescimento del tronco e forma continuamente nuovi tessuti. Sfruttando quindi questa caratteristica e la grande capacità delle piante di rimarginare le ferite, è possibile produrre innesti produttivi. Per la realizzazione di un buon innesto, è indispensabile che le zone cambiali dei due individui (la parte "aerea", chiamata nesto, e la "radice", denominata portinnesto) siano sovrapposte, così che le ferite si rimarginino formando un nuovo tessuto comune. Per capire come realizzare un innesto efficace, è poi importante conoscere quali specie possono essere innestate tra di loro. Generalmente le piante appartenenti alla stessa specie non presentano particolari problemi durante gli innesti. Per combinazioni tra specie differenti è invece necessario verificare la loro compatibilità genetica.

Come fare un innesto a triangolo

La realizzazione di un innesto a triangolo è una delle tecniche frutticole più semplici e maggiormente utilizzate. Questa tecnica si caratterizza per la necessità che i due individui interessati si trovino entrambi in completo riposo vegetativo. Per questo motivo l’innesto a triangolo viene generalmente effettuato durante i mesi invernali, tra gennaio e marzo. Questa tecnica è solitamente utilizzata per piante giovani, con non più di due o tre anni di vita, e per portinnesti che hanno un diametro variabile tra i cinque ed i dieci centimetri. Di seguito la descrizione su come realizzare un innesto a triangolo. Per prima cosa tagliare in modo netto il portinnesto con un coltello. Sempre con un coltello procedere poi alla formazione di una scanalatura di forma triangolare nel legno, andando ad incidere la corteccia ed il tronco. A questo punto si può prendere il nesto ed eseguire su di esso due tagli in modo tale da creare un cuneo triangolare che possa combaciare perfettamente con il triangolo del portinnesto. È molto importante che le parti cambiali dei due individui combacino e che sul nesto siano presenti almeno due o tre gemme. Fissare quindi le due parti innestate con del nastro adesivo, in modo che siano spinte l’una contro l’atra, facendole attecchire con più facilità. Infine, coprire la parte dove è stato fatto l’innesto con del mastice, ponendo attenzione a rivestire tutta la superficie del taglio.

I tipi di innesto più facili

Tra gli altri tipi di innesto, i più facili sono gli innesti a corona ed a spacco. La tecnica di innesto a corona, non complicata, viene realizzata all’inizio della primavera e consiste nel tagliare il portinnesto in modo che si formi su di esso una superficie piana. Viene poi praticato un altro taglio perpendicolare al precedente così da poter sollevare il cambio. Inserire quindi il nesto, tagliato a forma di "penna", nel taglio. È consigliabile che il nesto sia lungo almeno una decina di centimetri ed abbia tra le quattro e le sei gemme. Coprire poi i tagli con del mastice. Infine, per effettuare l’innesto a spacco si deve eseguire con un coltello un vero e proprio "spacco", profondo circa dieci centimetri, nel portinnesto e tagliare poi il nesto a cuneo, facendo attenzione che l'inizio del taglio sia lungo come lo spacco. Inserire quindi il nesto nello spacco facendo sempre combaciare le zone cambiali e coprire anche questa volta il taglio con del mastice.

Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per fare un innesto?
    Il periodo ideale dipende dalla tecnica scelta. L'innesto a triangolo richiede che le piante siano in completo riposo vegetativo, quindi si effettua in inverno, tra gennaio e marzo. Al contrario, gli innesti a corona e a spacco vanno eseguiti all'inizio della primavera, quando la linfa inizia a circolare ma prima della piena vegetazione. In generale, evitare periodi di gelo intenso o di forte siccità è fondamentale per garantire il successo dell'attecchimento.
  • Cosa sono il portinnesto e il nesto nell'innesto?
    Nell'innesto intervengono due parti distinte: il portinnesto è la parte radicale della pianta che fornisce resistenza e adattabilità al terreno, mentre il nesto (o marza) è la parte aerea prelevata da una pianta madre desiderata, che determinerà le caratteristiche genetiche del frutto o della fioritura. Affinché l'innesto réussisca, è cruciale che il tessuto cambiale, situato sotto la corteccia, di entrambe le parti venga messo a contatto perfetto, permettendo la fusione dei tessuti.
  • Come si realizza tecnicamente un innesto a triangolo?
    L'innesto a triangolo si pratica su piante giovani (2-3 anni) con portinnesti di 5-10 cm. Si taglia nettamente il portinnesto e si incide una scanalatura triangolare nella corteccia e nel legno. Il nesto va tagliato a cuneo triangolare per combaciare perfettamente. Dopo aver assicurato che le zone cambiali coincidano e che il nesto abbia 2-3 gemme, si fissa tutto con nastro adesivo speciale e si ricopre accuratamente ogni ferita con mastice per proteggere dal disseccamento e dalle infezioni.
  • In cosa differiscono innesto a corona e innesto a spacco?
    Entrambi si fanno in primavera. Nell'innesto a corona, si taglia il portinnesto orizzontalmente e si apre verticalmente la corteccia per inserire il nesto a 'penna', preferibilmente lungo 10 cm con 4-6 gemme. Nell'innesto a spacco, si pratica un taglio verticale profondo circa 10 cm nel portinnesto e si inserisce il nesto a cuneo, curando che la base del taglio del nesto corrisponda alla profondità dello spacco. Entrambe le tecniche richiedono la copertura immediata con mastice protettivo.
  • È possibile innestare specie botaniche diverse tra loro?
    Generalmente, gli innesti hanno maggior successo se effettuati tra piante della stessa specie o comunque strettamente imparentate. Combinare specie differenti è possibile ma complesso, poiché richiede una verifica preventiva della compatibilità genetica. Se le barriere biologiche sono troppo alte, l'innesto non attecchirà o morirà dopo poco tempo. Per i giardinieri alle prime armi, è consigliabile attenersi a combinazioni classiche e collaudate per massimizzare le probabilità di riuscita.