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Cera d'api

Aggiornato il 07 luglio 20143 capitoli5 domande frequenti
alveare

La cera d'api e i suoi innumerevoli utilizzi

Se in casa si possiedono dei mobili in legno, esistono in commercio prodotti diversi con i quali è possibile pulirli e curarli, ma uno dei più diffusi e usati è la cera d'api. Essa è un prodotto completamente naturale che, opportunamente lavorato, si presenta come l'ideale per riparare piccoli graffi o imperfezioni che si possono essere creati nel corso del tempo sul mobilio, o semplicemente per lucidarlo e tornare a dargli una patina di lucentezza che spesso invece il tempo può portare via. Ma la cera d'api non serve solo a questo scopo. Questo prodotto viene creato dalle laboriose api, le" apis mellifere" per l'esattezza, ovvero quelle che costruiscono gli alveari all'interno delle cui celle si formano molti altri derivati dei pollini che esse raccolgono, come il miele e la pappa reale. La cera viene creata dalle api operaie più giovani direttamente sul loro corpo, e poi estratta e lavorata dall'uomo in modo tale da ricavarne dei panetti il cui colore varia dal giallo dorato fino al bruno. La cera d'api poi può servire per realizzare candele, particolarmente apprezzate nell'ambito delle liturgie religiose perchè non colano e non producono molto fumo, per realizzare statue e per gli stampi da oreficeria, e infine per la cura dei mobili.

Come preparare la cera d'api per i mobili

La cera d'api non può essere usata così com'è per essere stesa sui mobili, ma deve essere diluita con altri prodotti. In genere quello più usato è la trementina, che è un solvente vegetale. La preparazione in cui si miscelano trementina e cera d'api è detta encaustico. Un altro ingrediente che si usa è la cera carnauba, che serve per rendere il tutto meno fluido e più facilmente stendibile. Tutti questi prodotti si possono trovare nei negozi specializzati, come le ferramenta, o in quelli di fai da te. Cera d'api, trementina e cera carnauba debbono essere miscelati riscaldandoli, ma facendo molta attenzione perchè la trementina è facilmente infiammabile. Le dosi sono all'incirca di 120 grammi per la cera d'api, e 80 grammi per la trementina e la cera carnauba, ma non si tratta di dosi tassative, perchè dipende molto dallo stato del legno che si intende trattare. Un legno particolarmente rovinato e secco avrà bisogno, ad esempio, di un composto maggiormente diluito, affinchè penetri meglio.

Come usare la cera d'api sui mobili

Una volta preparata la miscela, si deve far freddare conservandola in vasetti di vetro; un'alternativa molto più semplice, per chi non è molto abile con il fai da te, consiste nell'acquistare i barattoli già pronti che si trovano in commercio. La stesura, dopo aver preventivamente di nuovo scaldato la cera, va fatta con un pennello, avendo cura di coprire soprattutto le zone più rovinate. Se ci sono punti danneggiati o graffiati, la cera d'api può anche essere usata a mò di stucco. Utilizzandola con regolarità, permetterà ai mobili una vita più lunga e più sana.

Domande frequenti

  • Come si prepara correttamente la cera d'api per la manutenzione dei mobili?
    Per preparare la cera d'api fai-da-te, è necessario sciogliere insieme cera d'api, trementina e cera carnauba. Una proporzione indicativa prevede circa 120 grammi di cera d'api, 80 grammi di trementina e 80 grammi di cera carnauba. È fondamentale riscaldare delicatamente il composto, preferibilmente a bagnomaria, poiché la trementina è altamente infiammabile e non deve mai essere avvicinata a fiamme libere. La cera carnauba aiuta a solidificare il mix rendendolo più facile da stendere. Dopo lo scioglimento, lasciare raffreddare il preparato in contenitori di vetro fino a ottenere una consistenza solida o semisolida pronta per l'uso.
  • Quali precauzioni di sicurezza devo adottare durante la preparazione della cera?
    La principale preoccupazione riguarda la trementina, un solvente vegetale estremamente infiammabile. Non scaldarla mai direttamente sulla fiamma del gas o su piastre elettriche ad alta temperatura senza controllo. Il metodo più sicuro è il bagno maria, utilizzando acqua calda ma non bollente per fondere gradualmente la cera e sciogliere la trementina. Lavora in un ambiente ben ventilato per evitare l'accumulo di vapori. Inoltre, utilizza utensili e contenitori dedicati esclusivamente a questa operazione, lontani da fonti di calore accidentali, e tieni a portata di mano un estintore o una ciotola con sabbia per eventuali emergenze.
  • In che modo la cera d'api protegge i mobili dai danni e dai parassiti?
    La cera d'api agisce come una barriera protettiva naturale sigillando i pori del legno. Questa pellicola idrorepellente impedisce all'umidità di penetrare nel materiale, prevenendo deformazioni e marciumi. Inoltre, la natura oleosa della cera nutre il legno, restituendogli lucentezza ed eliminando visivamente piccoli graffi e imperfezioni superficiali grazie alla sua capacità di riempire le micro-scalfitture. Per quanto riguarda i tarli, sebbene la cera non sia un insetticida potente, il rivestimento continuo crea una superficie meno ospitale per la deposizione delle uova e limita l'accesso alle fibre del legno, contribuendo a una prevenzione attiva se applicata regolarmente.
  • Quante volte all'anno è consigliato trattare i mobili con la cera d'api?
    La frequenza ideale dipende dall'usura del mobile e dall'ambiente in cui si trova. In generale, una manutenzione regolare due volte l'anno, ad esempio a primavera e autunno, è sufficiente per mantenere i mobili lucidi e protetti. Se i mobili sono molto vecchi, secchi o esposti a condizioni climatiche rigide, potrebbe essere necessario intervenire più frequentemente. L'obiettivo è creare uno strato sottile ma costante che nutra il legno senza appesantirlo. Evita di applicare la cera troppo spesso, poiché uno strato eccessivo tende ad accumulare polvere e a diventare appiccicoso, perdendo efficacia nel tempo.
  • Posso usare la cera d'api su qualsiasi tipo di finitura lignea?
    La cera d'api è eccellente per mobili in legno massello non verniciato o trattato con oli naturali, dove il legno ha ancora la capacità di 'respirare'. Tuttavia, non è adatta per superfici con vernici acriliche moderne, laccature spesse o laminati plastici, poiché non aderisce correttamente e rischia di macchiare il fondo senza proteggere il legno sottostante. Prima di applicare la cera su un mobile antico o sconosciuto, testa sempre il prodotto in una zona nascosta per verificare l'assorbimento e l'estetica finale. Su mobili con finiture delicate, la cera può talvolta alterare leggermente il colore originale, rendendo il test preliminare indispensabile.

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