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Questo è quanto avveniva prima del 2011, dopo le cose sono cambiate. Infatti lo stato ha "chiuso i rubinetti" e il cosiddetto "Conto Energia" (rinominato "Quarto Conto Energia"), prevede un piano di incentivi esclusivamente per quegli impianti che si collegano alla rete elettrica globale. Gli impianti fotovoltaici infatti possono essere di tre tipi: il primo tipo è lo stand alone, quello che produce energia e la rende subito disponibile per il consumo, o tramite un accumulatore, questo tipo di impianti non è più oggetto di incentivi (anche se si trova principalmente su barche o in luoghi isolati); poi c'è l'impianto grid-connected, che permette di immettere energia elettrica nella rete, questo tipo di impianto è comunque dotato di un accumulatore, perché uno dei problemi principali delle produzione di energia solare è l'incostanza nella produzione (come per tutte le energie rinnovabili),ma è anche il tipo di impianto attualmente sovvenzionato dagli incentivi statali per il fotovoltaico; infine esistono gli impianti ibridi, che possono sia produrre energia per un utilizzo interno che renderla disponibile sulla rete, anche questi oggetto di facilitazioni finanziarie.
Gli incentivi per il fotovoltaico vanno da una diminuzione delle tasse a degli incentivi sulla produzione per kilowatt. La riduzione delle tasse riguarda il 50% dell'IRPEF per i soldi spesi nel costruire l'impianto, percentuale che si riduce al 40% nel 2015. Inoltre si assiste a una riduzione degli incentivi, e a una rimodulazione delle durata che da 20 anni passa a 24. Per pannelli solari installati nel primo e secondo semestre si avrà una riduzione delle rendita per kilowatt del 13%, durante il 2015 questa riduzione salirà al 15%, mentre nel 2016 la riduzione degli incentivi sarà addirittura nel 30% su tutti e soli gli impianti che immettono energia elettrica nella rete globale. L'associazione assoRinnovabili ha prontamente fatto ricorso alla corte costituzionale europea già contro il primo decreto legge che diminuiva gli incentivi, ma purtroppo senza successo. Anche perché questa riduzione va a favore di una diminuzione delle bollette della luce delle piccole medie imprese di circa il 10%. Da qualche parte insomma lo stato doveva riprendersi i soldi elargiti con tanta generosità negli anni scorsi.
Il fotovoltaico è un valore aggiunto per chi lo detiene, infatti dopo il 2011 il valore catastale delle case che hanno impianti fotovoltaici è stato accresciuto, provocando non poche polemiche perché le tasse sugli immobili sono cresciute di conseguenza. I nuovi impianti si sviluppano in due direzioni: da un lato l'efficienza, quindi si avranno impianti cosiddetti "a concentrazione" con un minor utilizzo di materiali metallici come il silicio (più ecosostenibili) e un rendimento più alto anche del 40% a livello di produzione di energia, questo tipo di impianti vede diminuire l'incentivo solo del 4% (almeno nel 2014), e rimane quindi molto conveniente; ci sono poi gli impianti fotovoltaici "mimetici", cioè quelli che sono inclusi nelle pareti o nelle tegole del tetto, questo tipo di impianti rispetta soprattutto il lato paesaggistico e urbanistico del nostro paese, ed è ugualmente incentivato, anche se è di costo davvero elevato. Se avete bisogno di ulteriori informazioni potete chiamare il numero verde della GSE 800 16 16 16 negli orari di ufficio.
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