- In Casa
- Fai da te
- Arredamento
- Elettrodomestici
- Giardino
- Attrezzi
- Pareti solai
- Impianti
- Materiali
- Ecosostenibile
- Video
Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere gli elementi di base che più potrebbero esserci di aiuto nel corso della nostra disanima in materia di martello da carpentiere, una riflessione la nostra abbastanza sintetica per le ben note ragioni di spazio ma che speriamo rimanga sempre e comunque sufficientemente chiara ed esauriente per il nostro lettore più affezionato. A questo punto, stando così le cose, il nostro obiettivo è in primo luogo quello di descrivere a cosa è giusto fare riferimento ogni qual volta sentiamo parlare di martello da carpentiere. A conti fatti il comune martello da carpentiere è formato dalle classiche sue parti: da un lato la testa (spesso definita anche come botta o bocca) di forma indifferentemente tonda o quadrata e, dall’altro lato, la penna che è caratterizzata da uno spazzo centrale a forma di “V”.
Il martello ha in genere una massa non superiore al chilogrammo. Se il martello ha una massa maggiore allora si chiama mazzetta. Se poi ha masse ancora più elevate si chiama invece mazza ed è, da imp...
Il martello è uno degli strumenti per la storia dell'umanità, alla base di ogni tipo di costruzione e lavoro. Già in piena diffusione dal Medioevo, quando veniva usato per percuotere la pietra, il mar...
L'utilizzo del martello pneumatico comprende la demolizione e la perforazione di varie tipologie di materiali, tra i quali calcestruzzo, roccia e pietra, terra battuta, asfalto e diversi generi di cos...
Ogni qual volta parliamo in prima persona o sentiamo parlare, semmai ad onor del vero non propria da persone appartenenti al più o meno ristretto cerchio degli addetti ai lavori dei differenti tipi di...
Ed è proprio questa la principale tra le particolarità che non possono non risaltare alla vista quando abbiamo a che fare con un normale martello da carpentiere, vale a dire la penna a forma di “V”. E la scelta di realizzare lo strumento con questa specifica particolarità non è di certo casuale, anzi si tratta di una scelta specifica e studiata e, anzi, particolarmente calibrata per uno dei principali impieghi cui il classico martello da carpentiere è destinato, vale a dire l’estrazione di chiodi conficcati un po’ in tutti i tipi di superficie e sui altrimenti, senza la forma a “V” della penna del classico martello da carpentiere, sarebbe quasi impossibile o comunque assai più difficile. Anche perché questa particolare forma è tipica del martello da carpentiere, differenza di quanto accade per il martello da fabbro, da meccanico, da falegname o da tappezziere.
COMMENTI SULL' ARTICOLO