forno autopulente

Forno

Forni autopulenti

I forni autopulenti ci permettono di utilizzare il forno tutte le volte che vogliamo senza l'incombenza di dover dedicare lungo tempo alla pulizia.

di Redazione

27 novembre 2018

quale forno scegliere

Scegliere il forno giusto è sempre più difficile: ogni marca propone un’ ampia gamma di modelli, dotati di infinite funzioni. È fondamentale acquistare un prodotto che garantisca prestazioni elevate e durabilità, ma non bisogna sottovalutare la praticità d’uso. Questo tipo di cottura ha un risvolto “antipatico”: la manutenzione dell’apparecchio. La pulizia delle pareti e del grill può diventare infatti un’incombenza così pesante da scoraggiarne l’uso costante. Per evitare l’insorgenza di questa “repulsione” sono state messe a punto diverse tecnologie (in particolare forno catalitico e pirolitico) che consentono, in breve tempo e con poco sforzo, di pulire il forno molto efficacemente facendolo tornare come nuovo!

Perché bisogna pulire il forno?

Grazie alle altissime temperature raggiunte dall’apparecchio, anche nei casi di maggiore trascuratezza è improbabile che si sviluppino pericolose colonie batteriche. Ciò non significa però che non vi siano preoccupazioni igieniche. Il grasso che si deposita sulle pareti e sulla resistenza andrà a bruciarsi nelle cotture successive rilasciando pericolosi fumi nell’ambiente oltre ad alterare l’aroma delle preparazioni, specialmente di quelle più delicate. Queste scorie, oltre a tutto, possono col tempo creare incrostazioni spesse che andranno a ridurre l’efficienza dell’elettrodomestico: richiederà più tempo e più corrente per raggiungere la temperatura desiderata. Non dimentichiamo poi che, in rari casi, possono diventare la causa di incendi o addirittura esplosioni.

Forno autopulente catalitico

I forni catalitici sono rivestiti da pannelli porosi, capaci di catturare le particelle di grasso che si disperdono, all’interno, durante la cottura. La pulizia è semplice: accendiamo il forno alla massima temperatura (intorno a 250°C ) e attendiamo mezz’ora. Alla fine del ciclo i residui risultano carbonizzati e cadono sul fondo dell’apparecchio: è sufficiente raccoglierli con una paletta o con l’aiuto di un aspirapolvere. Questa soluzione è adatta a chi vuole un prodotto abbastanza a buon mercato al momento dell’acquisto e, tutto sommato, di basso impatto sulla bolletta elettrica. D’altro canto i pannelli vanno cambiati in media ogni 5 anni: si tratta di una manutenzione alla portata di tutti, ma ha un impatto economico. Si tratta poi di un materiale piuttosto fragile e può capitare che si renda necessaria un’ulteriore una pulizia manuale.

Forno autopulente pirolitico

Il forno pirolitico è un’introduzione recente che sta riscuotendo un certo successo, specialmente nella fascia medio-alta. Questa tecnologia, infatti, fa lievitare i costi relativi all’acquisto, ma peserà sui consumi, visto il notevole assorbimento di elettricità. Il sistema di pulizia si basa unicamente sull’elevatissima temperatura raggiunta: per un ciclo completo sono necessari 500°C per un’ora circa. Una volta tornato freddo non dovremo far altro che raccogliere le ceneri sul fondo. È un meccanismo senz’altro comodo, ma alle volte fastidioso a causa dei fumi e degli odori che si generano. Sono poi stati segnalati alcuni casi di “rottura” del vetro interno, collegati verosimilmente al ciclo di pulizia, molto stressante per i componenti dell’apparecchio: è un evento impressionante, ma non pericoloso.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra forno catalitico e pirolitico?
    La differenza sostanziale risiede nel metodo di pulizia e nei costi. Il forno catalitico utilizza pannelli porosi interni che assorbono il grasso durante la cottura; la pulizia avviene surriscaldandolo a circa 250°C per mezz'ora, rendendo i residui friabili. È generalmente meno costoso all'acquisto ma richiede la sostituzione dei pannelli ogni cinque anni. Il forno pirolitico, invece, porta la camera interna a temperature estreme (fino a 500°C) per un'ora, trasformando lo sporco in cenere. È più efficace ma consuma molta più energia e ha un prezzo di acquisto superiore.
  • Perché è importante pulire regolarmente il forno anche se non sembra sporco?
    Anche se le alte temperature riducono il rischio batterico, i residui di grasso bruciato rilasciano fumi nocivi e alterano il sapore dei cibi, soprattutto quelli delicati. Inoltre, accumuli di sporco creano incrostazioni che isolano termicamente le pareti, costringendo il forno a lavorare di più per raggiungere la temperatura desiderata. Questo aumenta i consumi elettrici e riduce l'efficienza energetica. In casi estremi, grandi quantità di grasso accumulato potrebbero rappresentare un rischio di incendio, rendendo la pulizia una questione di sicurezza ed efficienza.
  • Il forno pirolitico consuma molta elettricità durante la pulizia?
    Sì, il ciclo di pulizia pirolitico è energeticamente oneroso perché deve portare la camera interna a temperature elevatissime, intorno ai 500°C, per mantenere questa condizione per circa un'ora. Questo processo comporta un notevole assorbimento di corrente elettrica rispetto alle normali fasi di cottura. Sebbene il costo sia significativo per singolo utilizzo, va considerato che la pulizia profonda elimina le incrostazioni, migliorando nel tempo l'isolamento termico e quindi l'efficienza generale del forno durante le cotture quotidiane.
  • Come si rimuovono i residui dopo un ciclo di pulizia catalitica?
    Dopo aver impostato il forno alla massima temperatura (circa 250°C) per mezz'ora, i pannelli catalitici ossidano il grasso depositatosi precedentemente. Al termine del ciclo, lasciando raffreddare l'apparecchio, i residui carbonizzati diventano friabili e tendono a staccarsi dalle pareti, cadendo sul fondo della camera. Per rimuovere questi detriti basta usare una spugna umida, una paletta o, in alternativa, un aspirapolvere domestico per raccogliere la polvere dal pavimento del forno. Non è necessaria l'uso di detergenti chimici aggressivi.
  • Ci sono rischi legati al vetro del forno durante la pulizia pirolitica?
    Durante il ciclo pirolitico, il vetro della porta subisce uno stress termico elevato a causa delle temperature vicine ai 500°C. Sebbene il vetro sia progettato per resistere, sono stati segnalati casi di rottura o crepe dovuti a questo stress termico ripetuto. L'evento è raro e generalmente non pericoloso per gli utenti, poiché il vetro frantumato rimane confinato all'interno della struttura. Tuttavia, è consigliabile verificare periodicamente lo stato del vetro e assicurarsi che non vi siano pregresse microfratture prima di avviare cicli di pulizia ad alta temperatura.

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