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Solare termico

pannelli solari termodinamici

I pannelli solari termodinamici: le informazioni di base, le caratteristiche principali e i consigli pratici per non fare i soliti errori

di Redazione

25 maggio 2015

Le informazioni di base sui pannelli solari termodinamici

I pannelli solari termodinamici rappresentano l’ultima evoluzione dei normali pannelli solari termici di tipo tradizionale oltre che un’ottima soluzione che si potrebbe diffondere con sempre malcune noteggiore convinzioni all’interno come all’esterno del nostro Paese. A conti fatti dobbiamo sottolineare come definire i pannelli solari termodinamici come l’ultimo ritrovato della tecnologia applicata alle modalità di sfruttamento delle energie pulite in generale e dell’energia solare in senso più stretto sia forse sbagliato se adottiamo una prospettiva esclusivamente cronologica. Ma dobbiamo anche sottolineare un altro aspetto, vale a dire il fatto che i pannelli solari termodinamici sono senza dubbio l’ultima evoluzione dal punto di vista tecnologico. E, con la loro descrizione, capiremo facilmente e velocemente perché.

Le caratteristiche principali dei pannelli solari termodinamici

Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine iniziamo a comprendere alcuni degli elementi di base che più potrebbero esserci di aiuto e di sostegno nel corso della nostra disanima in tema di pannelli solari termodinamici e di metodologie di sfruttamento dell’energia pulita e solare in senso più ampio, una analisi la nostra per altro abbastanza sintetica ma che speriamo rimanga sempre e comunque sufficientemente chiara ed esauriente. I primo luogo dobbiamo comprendere il senso dell’innovazione che rende i pannelli solari termodinamici i migliori oggi immessi in commercio dalle aziende operative nel settore dell’energia solare. E che, a conti fatti, rende i pannelli solari termodinamici migliori rispetto ai pannelli solari termici di tipo tradizionale.

Consigli pratici sui pannelli solari termodinamici

Alla base delle differenze che intercorrono tra i normali pannelli solari termici di tipo tradizionale e i più moderni e innovativi pannelli solari termodinamici vi è una differente concezione del loro stesso funzionamento che ne permette un utilizzo assolutamente più ampio e per più ore al giorno. Nella norma, infatti, i pannelli solari di tipo tradizionale non riescono a coprire il fabbisogno energetico al 100% perché non lavorano durante le ore della notte e lavorano poco in zone poco soleggiate o anche molto rigide. Il concetto di base dei pannelli solari termodinamici è che possiedono delle superfici altamente captanti che permettono ai pannelli solari termodinamici moderni di produrre una quantità di energia molto superiore ai pannelli solari termici di tipo tradizionale e di riuscire così a coprire un fabbisogno energetico decisamente più ampio.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra pannelli solari termodinamici e quelli termici tradizionali?
    La differenza fondamentale risiede nel meccanismo di funzionamento e nell'efficienza operativa. I pannelli termici tradizionali scaldano direttamente l'acqua tramite assorbimento solare, ma hanno limiti evidenti: funzionano solo di giorno e soffrono nelle giornate nuvolose o fredde. I pannelli termodinamici, invece, utilizzano un fluido refrigerante che evapora a basse temperature, permettendo di captare calore anche dall'aria esterna, non solo dalla radiazione diretta. Questo li rende molto più efficienti, capaci di produrre acqua calda sanitaria in modo costante, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche esterne o dall'orario del giorno.
  • Posso installare pannelli solari termodinamici se vivo in una zona fredda o poco soleggiata?
    Sì, questa è una delle grandi vantaggi rispetto alla tecnologia tradizionale. Poiché i pannelli termodinamici estraggono calore dall'ambiente circostante (aria, terra o acqua) attraverso un ciclo termodinamico simile a quello di una pompa di calore, non dipendono esclusivamente dalla luce solare diretta. Funzionano efficacemente anche quando le temperature esterne sono sotto zero o durante le notti limpide. Pertanto, sono ideali per regioni del Nord Italia o per climi rigidi dove l'irraggiamento solare diretto potrebbe essere insufficiente per garantire un adeguato riscaldamento dell'acqua con i sistemi convenzionali.
  • Quanto spazio occupano i pannelli termodinamici rispetto a quelli classici?
    I pannelli termodinamici richiedono generalmente una superficie di captazione inferiore rispetto ai pannelli solari termici tradizionali per ottenere lo stesso risultato. Grazie alla loro elevata efficienza di cattura energetica, che include il calore ambientale e non solo quello solare, è possibile soddisfare il fabbisogno di acqua calda di una famiglia media installando meno metri quadri di pannelli. Questo facilita l'installazione su tetti piccoli, terrazzi o facciate dove lo spazio disponibile è limitato, offrendo una soluzione più compatta e discreta rispetto agli enormi serbatoi e collettori dei sistemi tradizionali.
  • È necessario integrare un sistema di supporto elettrico o a gas?
    In molti casi, sì. Sebbene i pannelli termodinamici siano in grado di coprire una percentuale molto alta del fabbisogno annuo di acqua calda (spesso oltre il 70-80%), raramente garantiscono il 100% dell'energia necessaria da soli, specialmente nei periodi di massimo consumo o in caso di prolungate ondate di freddo estremo. Per questo motivo, è quasi sempre prevista un'integrazione con la caldaia esistente (gas, condensazione) o con una resistenza elettrica nel boiler di accumulo. L'obiettivo è massimizzare il risparmio energetico riducendo al minimo l'utilizzo della fonte ausiliaria.
  • Come funziona il principio termodinamico alla base di questi pannelli?
    Il funzionamento si basa sul ciclo del fluido refrigerante contenuto nei pannelli. Quando il fluido entra in contatto con l'aria esterna, anche fredda, evapora assorbendo calore ambientale (calore latente). Questo vapore viene poi compresso da un unità esterna (simile a quella di un condizionatore), aumentando temperatura e pressione. Il calore rilasciato nella fase di condensazione viene trasferito all'acqua presente nel serbatoio di accumulo. Una volta ceduto il calore, il fluido ritorna liquido e ricomincia il ciclo. Questo processo permette di "pompare" calore dall'esterno verso l'interno, rendendo il sistema efficace anche d'inverno.