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Cos'è l'audit energetico e a cosa serve

Con il termine di audit energetico si indica solitamente l'approfondita analisi condotta tramite la visione dei dati concernenti il fabbisogno energetico di un ente o di una azienda e una serie di sopralluoghi nei locali ove operano. La diagnosi che ne risulta ha come obiettivo principale il comprendere le modalità in cui l'energia viene utilizzata, se siano presenti eventuali sprechi e il varo di un complesso di interventi tesi ad ottimizzare l'efficienza energetica. Tra i documenti che sono oggetto dell'analisi vanno annoverati i dati riguardanti le utenze elettriche e i dispositivi, in modo da avere un quadro possibilmente preciso del reale fabbisogno energetico intervenendo poi con la costruzione di modelli dettagliati. Paragonando i dati emersi a quelli medi di consumo si può raggiungere una soluzione efficace.

Le fasi che compongono l'audit energetico

L'audit energetico si compone principalmente di tre fasi. Nella prima vengono raccolti i documenti contenenti informazioni preliminari in grado di delineare una analisi sul reale fabbisogno energetico, sui consumi che ne scaturiscono e sui processi produttivi. La seconda fase è quella che vede l'effettuazione di un sopralluogo teso ad analizzare in maniera più dettagliata il modo in cui viene utilizzata l'energia e la sua gestione. La terza fase è quella che vede infine la raccolta ed organizzazione di tutte le informazioni raccolte oltre al loro trattamento, in modo da arrivare alla stesura del rapporto finale contenente le indicazioni finalizzate all'ottimizzazione dell'energia consumata o alla riduzione degli stessi consumi. Il verdetto finale consiste solitamente in una sorta di decalogo contenente indicazioni stringenti sugli interventi che andrebbero effettuati.

Quali sono gli interventi di audit energetico

I possibili interventi di audit energetico possono svilupparsi in svariate direzioni. Tra i più importanti vanno ricordati quelli tendenti all'isolamento termico degli edifici, da effettuare tramite adozione di cappotto termico, interno o esterno, oppure interventi riguardanti serramenti ed infissi. Non meno importanti sono però gli interventi tesi all'adozione di sistemi per la cogenerazione o di motori elettrici in grado di assicurare elevati rendimenti, o l'adozione di sistemi in grado di favorire la regolazione e la gestione dei consumi di energia. Il tutto nell'ottica del raggiungimento di una elevata efficienza energetica, che può contribuire non poco al contenimento dei costi. Anche la bolletta energetica è del resto indicata tra i punti dolenti che contribuiscono a rendere poco competitive le imprese italiane.

La reale importanza dell'audit energetico

L'audit energetico riveste particolare importanza per una impresa. Per capire la fondatezza di questa asserzione basterebbe ricordare che proprio i prezzi troppo elevati delle bollette energetiche sono indicati da Confindustria come una delle tante ragioni della scarsa competitività delle nostre aziende sui mercati internazionali. Se perciò un dirigente di azienda non può chiaramente intervenire sulle ragioni di fondo che rendono molto elevato il costo dell'energia in Italia, può invece predisporre le opportune strategie per contenere i costi nella parte che riguarda appunto l'impresa. Con l'audit si può interventire sugli sprechi di energia e sull'efficienza energetica, facendo in modo che si arrivi ad un effettivo risparmio e che la quantità di energia necessaria non venga dispersa magari da difetti di coibentazione degli edifici interessati.

Domande frequenti

  • Chi è obbligato a svolgere l'audit energetico?
    In Italia, l'obbligo di effettuare l'audit energetico è imposto dal Decreto Legislativo 102/2014 alle grandi imprese, alle PMI e agli enti pubblici che soddisfano determinati requisiti dimensionali o di fatturato. Nello specifico, devono sottoporsi alla verifica periodica ogni quattro anni le aziende con più di 250 dipendenti, oppure quelle con fatturato superiore a 50 milioni di euro e totale di bilancio superiore a 43 milioni di euro. Questa normativa mira a promuovere l'uso efficiente delle fonti energetiche primarie e secondarie, riducendo gli sprechi e migliorando la competitività industriale attraverso diagnosi tecniche dettagliate.
  • Quali documenti servono per iniziare l'analisi energetica?
    Per avviare un audit energetico è fondamentale raccogliere una documentazione completa che permetta di ricostruire il profilo di consumo dell'edificio o dell'impianto. I documenti principali includono le bollette energetiche degli ultimi dodici mesi (elettricità, gas, combustibili), le schede tecniche degli impianti esistenti (caldaie, climatizzatori, compressori), i disegni tecnici dell'edificio e le planimetrie. Inoltre, sono utili i dati relativi ai processi produttivi e alle ore di funzionamento delle apparecchiature. Questa raccolta preliminare consente di creare un modello energetico accurato per identificare le criticità e confrontare i consumi reali con le medie di settore.
  • Cosa prevede esattamente la fase di sopralluogo tecnico?
    La fase di sopralluogo è cruciale perché permette di verificare sulla carta quanto emerso dai documenti. Un tecnico specializzato ispeziona fisicamente gli spazi aziendali o residenziali, analizzando l'isolamento termico di muri e coperture, lo stato degli infissi e la distribuzione della luce naturale. Controlla inoltre il corretto funzionamento degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione, nonché l'illuminazione. Durante il sopralluogo si misurano parametri specifici come le perdite di calore, l'ermeticità degli ambienti e l'efficienza reale delle macchine in uso, raccogliendo dati empirici necessari per affinare il modello energetico e proporre interventi mirati.
  • Quali sono gli interventi più comuni per migliorare l'efficienza?
    Gli interventi suggeriti dall'audit variano in base alle criticità rilevate, ma i più efficaci riguardano spesso l'involucro edilizio e gli impianti. Tra questi troviamo l'applicazione del cappotto termico (interno o esterno), la sostituzione di vecchi infissi con modelli ad alta efficienza e l'installazione di serrande isolanti. A livello impiantistico, si consiglia spesso l'adozione di sistemi di cogenerazione, motori elettrici ad alto rendimento, variatori di frequenza per pompe e ventilatori, e l'implementazione di sistemi di automazione e building management per ottimizzare i consumi in tempo reale. Questi accorgimenti riducono significativamente gli sprechi e i costi operativi.
  • Quanto costa un audit energetico e quanto si risparmia?
    Il costo di un audit energetico dipende dalla complessità dell'edificio o dell'azienda, dalle dimensioni e dagli impianti presenti; può variare da alcune centinaia a diverse migliaia di euro. Tuttavia, l'investimento si ripaga rapidamente grazie ai risparmi generati. In media, gli interventi consigliati dall'audit permettono di ridurre i consumi energetici dal 10% al 30%, a volte fino al 50% negli edifici meno efficienti. Questo si traduce in una diminuzione diretta delle bollette energetiche e un aumento della competitività aziendale. Inoltre, molti interventi rientrano in piani di incentivazione fiscale, come l'Ecobonus, che abbassano ulteriormente il costo netto della riqualificazione.