Realizzare la concimazione olivo

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Come realizzare la concimazione dell'olivo

L'olivo è una pianta capace di crescere e fruttificare anche senza l'intervento umano, nutrendosi dei soli elementi presenti nel terreno. Tuttavia la concimazione regolare permette di avere una produzione maggiore, come quantità e qualità, in tutti gli anni, evitando o riducendo il problema dell'alternanza. Per realizzare la concimazione dell'olivo con successo sono sufficienti due interventi durante l'anno, nella fase vegetativa. La prima concimazione va effettuata tra la fine di febbraio e marzo, periodo di inizio della stagione vegetativa. Il secondo intervento è consigliato tra fine giugno e luglio, cioè poco prima della fruttificazione. È molto utile far eseguire un'analisi chimico-fisica del terreno prima della concimazione, in modo da sapere con sicurezza le giuste proporzioni e le quantità di nutrienti da somministrare alla pianta.

Elementi fertilizzanti e tipi di concimazione

Le sostanze fondamentali necessarie alla pianta sono tre. La prima è l'azoto, molto importante perché è la meno presente nei terreni. Questo elemento favorisce lo sviluppo e la produzione dell'olivo. Il fosforo è coinvolto nella divisione cellulare, nella crescita delle radici e dei tessuti meristematici (corrispondenti alle cellule staminali animali). Il potassio interviene nel metabolismo degli zuccheri, determinando la sintesi dell'amido. Oltre che di questi macroelementi, la pianta ha bisogno anche di quantità più ridotte di manganese, zinco, ferro, calcio e boro (microelementi). La concimazione può essere realizzata in maniera tradizionale, mediante concime organico (letame), con concimazione fogliare, fornendo fertilizzante liquido diluito nell'acqua di irrigazione, e con concimazione a spaglio. Un altro nuovo tipo di concimazione prevede di triturare le fronde e i rametti prodotti dalla potatura, spargerli sul terreno alla base della pianta e ricoprire con la terra.

Concimazione di impianto e concimazione di allevamento

Il concime di impianto ha lo scopo di incrementare la fertilità biologica ed il contenuto di elementi naturali per favorire l'accrescimento dell'olivo e quindi la produttività. Questa operazione va eseguita nella stagione primaverile su terreno compatto. In seguito sarà interrato mediante aratura oppure con una lavorazione superficiale. Per realizzare la concimazione dell'olivo in questa fase si utilizza dello stallatico maturo di origine bovina o ovina o anche concimi organici come compost e pollina integrati con azoto o con la pratica del sovescio. La concimazione di allevamento si effettua nei primi 3-4 anni dall'impianto dell'olivo con l'obiettivo di velocizzare lo sviluppo della chioma dell'albero e delle radici. Le dosi di fertilizzante saranno crescenti col passar del tempo, secondo l'età, la grandezza e la crescita dell'apparato radicale. Verrà fornito solo azoto con 2-3 somministrazioni annuali, dalla ripresa vegetativa alla primavera.

Concimazione di produzione dell'olivo

La concimazione di produzione va praticata quando la pianta ha concluso lo sviluppo vegetativo ed inizia a produrre i frutti. Questa operazione favorisce la fruttificazione e garantisce il rinnovamento della chioma e delle radici. La concimazione di produzione azotata si fraziona in due momenti dell'anno soltanto dove è prevista un'irrigazione di soccorso. Due terzi di essa vanno dati prima della ripresa vegetativa, tra febbraio e marzo, ed il resto prima della fioritura, tra maggio e giugno. In caso di scarsa produzione di fiori è consigliabile non effettuare la seconda concimazione per non stimolare lo sviluppo di succhioni e polloni. Quando a fine inverno ed inizio primavera si prevedono piogge intense è bene eseguire una concimazione azotata. Fosforo e potassio invece, già abbastanza presenti nel suolo, vanno forniti ogni 4-5 anni.

Domande frequenti

  • Quali sono i periodi migliori per concimare l'olivo?
    Per ottenere risultati ottimali, la concimazione dell'olivo si articola principalmente in due interventi annuali durante la fase vegetativa attiva. Il primo intervento deve essere effettuato tra la fine di febbraio e marzo, momento cruciale in cui la pianta riprende il suo ciclo vitale dopo il riposo invernale. Il secondo intervento è consigliato tra la fine di giugno e luglio, appena prima che inizi la fase di fruttificazione vera e propria. Questi tempi garantiscono che la pianta riceva i nutrienti necessari proprio quando ne ha maggior bisogno per sviluppare foglie, fiori e frutti.
  • È necessaria un'analisi del terreno prima di concimare?
    Sì, è fortemente raccomandato eseguire un'analisi chimico-fisica del suolo prima di procedere con qualsiasi concimazione. Questa verifica preliminare permette di conoscere con precisione la composizione del terreno e di determinare le corrette proporzioni e le quantità esatte dei nutrienti da somministrare. Senza questa analisi, si rischia di apportare troppi o troppo pochi elementi, creando squilibri che potrebbero danneggiare la pianta o risultare inefficaci. L'analisi guida la scelta tra azoto, fosforo, potassio e microelementi, ottimizzando la resa e la salute dell'olivo.
  • Come si gestisce la concimazione negli anni iniziali (allevamento)?
    Nella fase di allevamento, ovvero nei primi 3-4 anni dall'impianto, l'obiettivo è accelerare lo sviluppo della chioma e dell'apparato radicale. In questa fase si utilizzano dosi di fertilizzante che aumentano progressivamente man mano che la pianta cresce, adattandosi alla sua età e dimensione. Si fornisce prevalentemente azoto, suddiviso in 2-3 somministrazioni annue che vanno dalla ripresa vegetativa fino alla primavera. Se la pianta è nuova, si può anche ricorrere allo stallatico maturo interrato in primavera per migliorare la fertilità biologica del suolo.
  • Quando bisogna somministrare fosforo e potassio?
    A differenza dell'azoto, che richiede interventi più frequenti, il fosforo e il potassio vengono generalmente forniti con minore cadenza. Poiché questi elementi sono spesso già presenti in quantità sufficiente nel suolo, la concimazione specifica con fosforo e potassio viene effettuata ogni 4-5 anni. Questo intervallo lungo evita accumuli eccessivi nel terreno e rispetta i cicli naturali di assorbimento della pianta, intervenendo solo quando l'analisi del suolo indica una reale carenza o esaurimento di queste riserve fondamentali per il metabolismo degli zuccheri e la struttura cellulare.