Realizzazione pavimentazione esterna in pietra Bargiolina

Materiali per bricolage

Migliore pietra naturale

Per ricoprire una parete di una stanza spesso si sceglie la pietra. Le pietre da rivestimento prodotte in listelli facilitano il lavoro di rivestimento. Ce ne sono di tante tipologie, difficile scegliere la migliore pietra naturale da rivestimento. Sicuramente la quarzite di Barge è tra le migliori.

di Redazione

11 marzo 2015

Utilizzare i listelli in pietra

La pietra naturale è tornata di gran moda, è un prodotto resistente nel tempo, ecologico. Si parla di pietra naturale per distinguerla dalla pietra ricostruita o da materiali simili alla pietra nell'aspetto, ma non nella costituzione. I listelli in pietra che si trovano in commercio sono di diversa provenienza: la pietra di Trani, quella di Luserna, l'ardesia, l'arenaria, il porfido. Tutti ottimi prodotti, che danno risultati esteticamente di pregio. Questi listelli sono commercializzati in misure diverse, più o meno lunghi, di spessore variabile generalmente tra i due e i 7 cm. Possono avere una lavorazione rustica, tutte le facce in questo caso sono a spacco e hanno con aspetto irregolare. La posa di queste pietre viene chiamata opus incertum. Se la lavorazione è semi irregolare la faccia posteriore e i bordi sono rifiniti per permettere una posa più facile. I listelli con lavorazione regolare sono perfettamente squadrati. Una tra le migliori pietre naturali è la Bargiolina.

Caratteristiche della migliore pietra naturale di Barge

La quarzite di Barge o Bargiolina è una pietra a spacco con altissima concentrazione di quarzo, che la rende altamente resistente all'azione di acidi o agli sbalzi termici. Ha una durezza pari al 7° Mohs, è più dura dello Zincone, è impermeabile, inattaccabile dalla salsedine. Ha una resistenza alla flessione maggiore di ogni altro tipo di quarzite. È caratterizzata da alta fissità cioè da una notevole facilità a suddividersi in lastre più sottili, questo è dovuto all'orientamento delle lamelle di Fengite, chiamata anche mica bianca. È prodotta in mosaico a spacco o in liste di colore grigio, giallo o rosato, con innumerevoli sfumature cromatiche. È commercializzata in diverse pezzature, di vario spessore. È un materiale prestigioso, reso tale anche grazie alle antiche tecniche di lavorazione. Si usa per realizzazione di rivestimenti per facciate, muri, pavimentazione esterne ed interne. Viene usata sia come decorazione, sia in modo strutturale. La pietra di Barge viene estratta dalle cave che si trovano sulla spianata sulla cima del monte Bracco. Un piccolo massiccio che si erge in valle Po, in provincia di Cuneo.

Lavorazione della pietra

Per estrarre la miglior pietra naturale, con perforatrici idrauliche si eseguono perforazioni all'interno della montagna, nei fori si mette esplosivo che viene fatto esplodere provocando il distacco del blocco che di solito è di una decina di metri cubi. Dopo il distacco viene ridotto in blocchi più piccoli, e trasportato nei laboratori. I numerosi laboratori, di solito piccole aziende artigianali, si trovano nei paesi a valle del monte Bracco: Barge, ma anche Sanfront, Envie hanno una tradizione di cavapietre e scalpellini. I blocchi vengono spaccati lungo i piani di discontinuità in lastre di vario spessore. A loro volta suddivise dall'abile lavoro degli scalpellini in lastre più piccole usate come mosaico, blocchetti o liste da muro. Lavorazioni meccaniche tipo la tranciatura o la fresatura vengono effettuare per ottenere lati lineari e lisci. Una lavorazione particolare è il trattamento termico che si attua riscaldando i blocchi in forni a temperature che si aggirano sui 5000° per una dozzina di ore, con questa lavorazione si trasforma la limonite in ematite, ottenendo la comparsa di sfumature rosa.

La pietra di Barge nella storia

Questa pietra è il risultato di una lenta trasformazioni di una roccia sedimentaria che 250 milioni di anni fa si depositò nel mare che occupava la zona. La roccia subì trasformazioni causate da alte temperature e fortissime pressioni, trasformazioni chiamate metamorfiche come quelle delle strutture alpine della zona. Il risultato è una pietra costituita in misura quasi totale da quarzo, e in parte minore da Fengite e Albite. La pietra di Barge era conosciuta fin dall'antichità, utilizzata per lastre da tetto e pavimentazioni. Pare che le cave furono visitate dal grande Michelangelo che ne elogiò e descrisse le caratteristiche. Gli architetti del periodo Barocco la utilizzarono per le pavimentazioni di chiese e palazzi. Già nell'ottocento cominciarono le prime esportazioni. Ma è alla fine degli anni venti che cominciò uno sfruttamento più intensivo quando le cave furono acquistate da una ditta svizzera e le pietre utilizzate anche per uso ornamentale. Attualmente la produzione è di circa 10000 tonnellate all'anno.

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Domande frequenti

  • Quali sono le proprietà fisiche che rendono la quarzite di Barge superiore ad altre pietre naturali?
    La quarzite di Barge, nota anche come Bargiolina, si distingue per un'elevata concentrazione di quarzo che le conferisce una durezza pari al 7° scala Mohs, rendendola estremamente resistente rispetto a molte altre rocce. Questa composizione la rende impermeabile, inattaccabile dalla salsedine e capace di resistere efficacemente all'azione degli acidi e agli sbalzi termici. Inoltre, presenta una resistenza alla flessione superiore a qualsiasi altra varietà di quarzite, garantendo durabilità nel tempo. La sua struttura permette inoltre una facile suddivisione in lastre sottili grazie alla presenza di fengite, facilitando lavorazioni artistiche complesse senza comprometterne l'integrità strutturale.
  • Come si effettua la posa dei listelli in pietra naturale e quali differenze esistono tra le varie lavorazioni?
    La posa varia in base alla finitura superficiale della pietra. Esistono listelli con lavorazione rustica, dove tutte le facce sono a spacco e presentano un aspetto irregolare; questa tecnica richiede la posa in opus incertum, tipica di stili antichi. Per una posa più semplice e rapida, si opta per pietre a lavorazione semi-irregolare, dove solo la faccia anteriore è a spacco mentre retro e bordi sono rifiniti. Infine, i listelli a lavorazione regolare sono perfettamente squadrati, ideali per rivestimenti moderni e geometrici. In tutti i casi, lo spessore tipico varia tra i 2 e i 7 cm, permettendo adattamenti strutturali diversi.
  • Da dove proviene la pietra di Barge e qual è il suo processo di estrazione?
    La pietra di Barge proviene esclusivamente dalle cave situate sulla sommità del Monte Bracco, in Valle Po, provincia di Cuneo. L'estrazione avviene tramite perforazioni idrauliche nella roccia madre, seguite dall'inserimento di esplosivi per distaccare blocchi di circa dieci metri cubi. Successivamente, i blocchi vengono ridotti e trasportati nei laboratori artigianali situati nei paesi a valle, come Barge, Sanfront ed Envie. Qui, gli scalpellini dividono le lastre lungo i piani di discontinuità naturale, creando mosaici o liste, e applicano lavorazioni meccaniche o termiche per ottenere le finiture desiderate.
  • Cos'è il trattamento termico della pietra di Barge e perché viene utilizzato?
    Il trattamento termico è una procedura speciale che consiste nel riscaldare i blocchi di pietra in forni speciali a temperature elevate, intorno ai 500 gradi Celsius, per circa dodici ore. Questo processo provoca una trasformazione chimica della limonite presente nella roccia, convertendola in ematite. Il risultato estetico principale è l'apparizione di affascinanti sfumature rosa sulla superficie della pietra, arricchendo la gamma cromatica che include naturalmente grigio, giallo e rosato. Questa tecnica valorizza le peculiarità mineralogiche della quarzite, offrendo un look unico e pregiato per rivestimenti interni ed esterni.
  • Qual è la storia e l'utilizzo storico della pietra di Barge nelle costruzioni?
    Originatasi 250 milioni di anni fa come roccia sedimentaria marina e successivamente metamorfosata, la pietra di Barge ha una lunga tradizione d'uso. Fin dall'antichità fu impiegata per tetti e pavimentazioni, tanto che Michelangelo ne lodò le qualità. Nel periodo Barocco divenne popolare per le pavimentazioni di chiese e palazzi nobiliari. Le prime esportazioni significative iniziarono nell'Ottocento, ma lo sfruttamento industriale vero e proprio iniziò negli anni '20 grazie a investimenti svizzeri, ampliandone l'uso ornamentale. Oggi produce circa 10.000 tonnellate annue, mantenendo viva la tradizione dei cavapietre locali.

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