fiori mammillaria

Le Piante Grasse

come coltivare le mammillarie

Le mammillarie, sono piante succulente, che vanno esposte al sole, pur tollerando le basse temperature. Necessitano di poca acqua, e si caratterizzano per la loro bellezza.

di Redazione

23 ottobre 2014

Come coltivare le mammillarie

La mamillaria, è una pianta grassa, di cui esistono circa trecento diverse varietà: cresce e si sviluppa nelle zone calde del Messico, e dell’India, resistendo alle temperature più svariate. Le mamillarie sono piante grasse che si caratterizzano per la loro splendida fioritura, che presenta colori sgargianti e vivi. Suddette succulente, vengono apostrofate come mammillarie, per la caratteristica forma dei tubercoli dai quali spuntano i fiori, similari rispetto alle mammelle. Esistono delle sostanziali differenze tra le diverse tipologie di mammillarie, differenze che interessano sia l’estetica che il comportamento della pianta stessa. Alcune mammillarie, presentano un fusto tondeggiante, quasi ovale, altre invece, hanno un fusto globoso, altre a forma di cilindro. Le inflorescenze, sono piccole e profumatissime per alcune, grosse e colorate per altre, e di differenziano anche nei colori. Sotto i fiori, si sviluppano le foglie, che quasi fungono da cuscino, formando una sorta di areola. Le mammillarie, sono succulente che richiedono una serie diversa di pratiche colturali.

Caratteristiche della specie

Necessitano di una costante esposizione al sole, anche se alcune specie, ovvero quelle dotate di spine e lanugine, possono sopravvivere anche alle basse temperature, e resistono agli sbalzi termici. Il calore naturale del sole, consente a queste specie di svilupparsi in modo sano e completo. La temperatura ideale per una mammillaria, è pari a circa venticinque gradi; durante i periodi freddi, vanno esposte al sole dietro ad un vetro, assicurandosi che la temperatura dell’ambiente, non sia inferiore ai sei gradi. Le irrigazioni, non dovranno essere eccessivamente frequenti: trattandosi di succulente, le mammillarie, riescono perfettamente a trattenere un enorme quantitativo d’acqua, a cui attingono in caso di necessità. Una sola volta/due a settimana, durante il periodo estivo, mentre sarà sufficiente irrigare il terreno una sola volta al mese, durante i periodi freddi. Eccessi di acqua, causano con estrema facilità, problematiche come il marciume radicale.

Cure mammillaria

Magnesio, ferro, zinco e azoto, sono le sostanze di cui il terreno necessita per conservare la sua fertilità: se sulla parte superficiale del terreno, tende a formarsi una patina biancastra, o se il terreno si manifesta asciutto, sarà necessario nutrire il terreno con queste sostanze diluite in acqua. Una caratteristica importante di queste specie, è la rapida crescita delle radici: in un solo anno, queste tendono a diventare grosse e carnose, al punto tale da indurre la pianta a deformarsi. Il rinvaso, va eseguito con una certa costanza, a cadenza annuale, sostituendo il vaso con uno pari al doppio del diametro delle radici. Il terreno ideale per questa specie di pianta, è un terreno molto drenante, composto per più del cinquanta per cento di ghiaia. La riproduzione di queste piante, avviene per seme, talea o polloni.

Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare una mammillaria?
    Le mammillarie sono piante succulente che immagazzinano acqua nei tessuti, quindi temono fortemente i ristagni idrici. In estate, quando la pianta è in piena attività vegetativa, puoi annaffiarla una o due volte a settimana, facendo però attenzione a lasciare asciugare completamente il substrato tra un intervento e l'altro. Durante l'inverno, il ciclo vitale rallenta drasticamente: le irrigazioni devono ridursi a una volta al mese o meno, a seconda della temperatura ambientale. Un errore comune è annaffiare troppo frequentemente, causando il marciume radicale, spesso fatale per queste piante. L'obiettivo è simulare il clima arido del loro habitat originario.
  • Qual è la temperatura ideale e come gestire il freddo invernale?
    La temperatura ottimale per lo sviluppo sano delle mammillarie è intorno ai 25°C. Queste piante amano il caldo e la luce diretta, ma molte specie, specialmente quelle dotate di spine dense o lanuggine, mostrano una buona resistenza al freddo. Tuttavia, per sicurezza, durante i mesi invernali è fondamentale mantenere la temperatura ambiente non inferiore ai 6°C. Se le coltivi in vaso, spostale in una zona luminosa ma protetta dalle correnti fredde, magari dietro a vetri isolanti. Evita assolutamente di esporle a sbalzi termici repentini o a umidità elevata, fattori che favoriscono funghi e decomposizione.
  • Come e quando effettuare il rinvaso?
    Il rinvaso delle mammillarie va effettuato annualmente, preferibilmente nella tarda primavera o all'inizio dell'estate, quando la pianta riprende l'attività vegetativa. Le radici di queste succulente crescono rapidamente diventando carnose e ingombranti, tanto da deformare il vaso originale. Scegli un contenitore nuovo con un diametro pari al doppio dell'apparato radicale esistente. È cruciale utilizzare un terriccio altamente drenante, composto per oltre il 50% da materiale inerte come ghiaia, pomice o sabbia grossolana. Questo garantisce che l'acqua scoli immediatamente, prevenendo il temutissimo marciume radicale tipico delle piante grasse mal gestite.
  • Come concimare correttamente le mammillarie?
    La fertilizzazione deve essere mirata e moderata. Le mammillarie necessitano di elementi specifici come magnesio, ferro, zinco e azoto per mantenere la fertilità del suolo e la salute della pianta. Un segnale chiaro che la pianta ha bisogno di nutrienti è la comparsa di una patina biancastra sulla superficie del terreno o un aspetto generale di secchezza e stanchezza. In questi casi, diluisci i fertilizzanti nell'acqua di irrigazione seguendo attentamente le dosi indicate dal produttore, poiché un eccesso di sali minerali può bruciare le radici. Evita di concimare durante l'inverno, periodo di riposo vegetativo, per non sovraccaricare il substrato.
  • In che modo posso moltiplicare le mie mammillarie?
    Esistono tre metodi principali per propagare le mammillarie: per seme, per talea o tramite polloni. La moltiplicazione per seme richiede pazienza e tempi lunghi, ma permette di ottenere piante geneticamente diverse. Il metodo più rapido e comune è l'uso dei polloni laterali: quando la pianta madre genera piccoli germogli alla base, questi possono essere separati con cautela, lasciati essiccare per qualche giorno per formare una callosità sulla ferita e poi interrate in un substrato sabbioso e umido. Anche le talee di fusto sono possibili, purché si rispetti la fase di cicatrizzazione prima del contatto con il terreno per evitare infezioni fungine immediate.